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Di Marzio duro: “De Caro non ci ripensi”

Di Marzio duro: “De Caro non ci ripensi”

L’ex allenatore e ds del Cosenza va controcorrente: “L’errore è stato dare conto a gente piccola, insignificante che merita di lavorare tra i dilettanti”. E rilancia: “Fate un’indagine sulle squadre di serie B e mettete a confronto gli ingaggi con quelli della squadra rossoblù”.

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L’ex allenatore del Cosenza 1914 Gianni Di Marzio

Di Marzio-Cosenza, binomio indissolubile. Ora che la situazione è tesa Gianni Di Marzio ci tiene a dire la sua sul Cosenza. “Si, perché Cosenza per me è e rimarrà la mia seconda casa” dice in esclusiva ai microfoni di cosenzachannel.it. L’abbandono di De Caro ha scosso e non poco Di Marzio che spiega. “Perdere un’occasione simile è da folli. Un imprenditore della serietà di De Caro difficilmente lo si trova nel mondo del calcio. Se ha fatto bene a mollare tutto? Di getto mi viene da dire di si. Anzi, ti dirò di più. Dico a De Caro di non ripensarci e che è assurdo che una persona della sua levatura venga messa in discussione da gente piccola che il sottoscritto non ha mai tenuto in considerazione. Qualcuno, in maniera scorretta, ha voluto denigrare la sua persona cercando di mettergli i bastioni tra le ruote. Gente con la quale il sottoscritto non avrà mai più niente a che fare. Gente piccola, insignificante che non merita altro che lavorare tra i dilettanti”. Mai un riferimento preciso da parte di Di Marzio che sottolinea. “Cosenza ha avuto grandi personaggi al comando. Mi viene in mente Carrattelli, Serra per non parlare di Pagliuso. Quest’ultimo a causa del Cosenza calcio ha avuto dei problemi non indifferenti. Il ritorno in società è stato un errore. Bisognava aspettare ancora un po’. E invece è stato fatto tutto troppo di fretta e c’è stata gente che non li ha fatto neppure respirare. Pagliuso ha commesso di sicuro degli errori ma badate bene a quanto dico: non è stato lui a volere certi contratti. Stipendi assurdi e del tutto ingiustificabili. Fate un’indagine su quanto guadagnano i giocatori e i direttori sportivi e tutto lo staff in B e poi ditemi se è possibile fare certi ingaggi. Un’assurdità inaudita per una realtà come Cosenza. E non sono l’unico a pensarlo. Credo che il 70-80% della gente di Cosenza la pensa come me o io come loro”. Infine Di Marzio conclude con una curiosità. “Quando mi hanno chiamato da Cosenza per dare una mano ho preferito evitare perché intorno al Cosenza ci sono persone che non vogliono il bene della squadra ed alle quali si da troppa importanza. Personaggi che Cosenza non la meritano ma che a Cosenza sembravano aver trovato la loro dimensione visto che, purtroppo, c’è chi continua a dargli credito”. (Piero Bria)

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