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L’Isocasa si suicida all’overtime

L’Isocasa si suicida all’overtime

Racalmuto passa 100-96 ai supplementari ed elimina Cosenza dai playoff. Tanta amarezza nello spogliatoio di coach Carbone che ha comunque disputato una stagione fantastica.

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Non ce l’ha fatta l’Isocasa Cosenza ad andare avanti nei playoff (foto rosito)

Difficile da credere: bastano tre giorni e la squadra che era sembrata impeccabile nella tana del nemico, precipita addirittura in casa propria; a distanza di una settimana si replica il disastro al PalaFerraro . L’Isocasa Cosenza è costretta a dire addio ai playoff, quando, dopo il +23 di giovedì sera, la semifinale sembrava davvero a un passo. Tanti, troppi gli errori sul campo, e non bastano neanche 40 minuti a mettere fine al supplizio, ci vuole addirittura l’overtime, altri cinque minuti di sofferenza, di errori e di rabbia. Partita dai due volti, sicuramente, con un inizio a favore dei cosentini, che provano a tenere a distanza gli avversari, giocando un primo quarto che lascia ben sperare in un risultato positivo. I ragazzi di coach Carbone, infatti, partono con il piede giusto, sono concentrati, ci mettono grinta e riescono a concludere i primi dieci minuti con 6 punti di vantaggio (20-14). Ma nei dieci minuti successivi qualcosa va storto, i rossoblu cominciano a commettere qualche errore di troppo, favorendo la ripresa degli avversari, che riescono a trovare più volte il canestro, anche dalla lunga distanza, con Manzo che la fa da padrone per tutti e dieci i minuti. Resta comunque in vantaggio l’Isocasa per buona parte del quarto, ma poi ci pensa Giusti a pareggiare i conti, piazzando una tripla (una delle tante, a fine gara saranno 4/8 i tiri dalla lunga distanza) che vale il 37 pari. E’ di Delli Carri il tiro del sorpasso, ma Sanicola dall’altra parte trova un corridoio libero e segna da sotto ristabilendo la parità. Nell’azione successiva sono i silani a buttare via una palla, concedendo al terribile Giusti una schiacciata che porta gli ospiti in vantaggio. Quasi allo scadere dei 10 minuti è ancora Delli Carri a segnare e a riportare l’equilibrio tra le due squadre. Il terzo quarto si apre bene per i rossoblu, che trovano subito canestro e fallo di Ginefra, che mette dentro anche il supplementare dalla lunetta. Si prova ad allungare? Tutt’altro: Giusti segna ancora una tripla a cui segue l’ennesimo errore dei rossoblu e l’ennesimo canestro di Giusti (44-46 al 23°). Nonostante ci pensi il capitano a riaprire i giochi, con una tripla (47-46), dall’altra parte gli avversari non mollano, con Pellegrino che mette dentro una tripla, su cui probabilmente in pochi avrebbero scommesso: eppure entra. Continua il solito botta e risposta, ma la squadra di coach Carbone non sembra quella di appena tre giorni fa, quella che lotta, ci crede e che porta a casa la vittoria. Sono in pochi in campo a mostrare la grinta: uno di questi è Toselli, che gioca una partita superlativa, con canestri e rimbalzi importanti. Il terzo quarto si chiude con tre punti in più per il Cosenza (64-61). Gli ultimi dieci minuti sono i peggiori di tutta la partita. Ancora una volta Delli Carri e compagni non riescono ad allungare sugli avversari,e a poco servono le triple di Giannotta, Pate e Bosco, se poi dall’altra parte c’è Giusti che non sbaglia nulla. Gli ultimi minuti del tempo regolamentare offrono ancora una volta uno spettacolo che nello sport non si dovrebbe vedere: i due signori designati ad arbitrare la gara perseverano nell’errore, continuando a non fischiare i veri contatti, e a fischiare invece cose che probabilmente esistono solo nel loro regolamento personale. A pochi secondi dalla fine, infatti, Bosco mette dentro la tripla che vale il sorpasso (80-79), gli avversari si innervosiscono e sbagliano l’azione successiva. Tutto sembra essere a favore dei rossoblu, la vittoria quasi in tasca, ma a pochissimi secondi dal suono della sirena viene fischiato un assurdo fallo in attacco a Toselli, che vale un viaggio in lunetta per Giusti. Quando realizza il primo e sbaglia il secondo sembra quasi una benedizione dal cielo. Ultima palla quindi per il Cosenza, che può, anzi deve trovare il tiro della vittoria: in campo c’è tutta l’esperienza di giocatori di alti livelli, Bosco, Pate, Delli Carri, Ginefra. Nessuno però riesce a segnare il canestro decisivo, nessuno di quelli che tante volte ha preso in mano la partita cambiandone le sorti. Suona la sirena, il punteggio è 80-80 e si va all’overtime. La cronaca dei cinque minuti di supplementare serve a poco; si può solo dire che da una parte erano in cinque, e dall’altra in sette. Finisce così perciò l’avventura playoff per l’Isocasa Cosenza, che cede ad una squadra che molto bene ha fatto in campionato e che ci ha creduto fino alla fine. Resta l’amaro in bocca ai silani, invece, che dicono addio ai playoff, dopo una stagione quasi perfetta. Purtroppo però questo è lo sport, si vince e si perde… (Gabriella Ruffolo)

Isocasa Cosenza-Montenapoleone Racaluto 94-100 dts
(20 – 14; 41 – 41; 64 – 61; 80 – 80)
Isocasa Cosenza: Pate 14, Alesse 6, Giannotta 5, Ginefra 18, Toselli 14, Spadafaora 2, Bosco 14, Delli Carri 21, Carbone n.e., Coscarella n.e. All: Carbone
Montenapoleone Racalmuto: Marzo 17, Manto, Giusti 31, Raneri 3, Pellegrino 9, De Bartolo 7, Talenti 4, Sanicola 11, Manzo 19. All: Anselmo
Arbitri: Massimiliano D’errico e Marco Mastroberardino di Taranto

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