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Ecco il video di Fiore: “Costruiamo una nuova società forte e trasparente”

Ecco il video di Fiore: “Costruiamo una nuova società forte e trasparente”

Il capitano chiede aiuto a nome del Cosenza e si rivolge a tutti gli imprenditori. “Mi sento umiliato da cosentino, chi può fare qualcosa dia una taglio netto al passato”.

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Stefano Fiore, il capitano del Cosenza Calcio 1914 (foto mannarino)

“Sono il capitano Stefano Fiore e come tale mi sento in dovere di parlare a tutti i tifosi del Cosenza e a chi può salvare i colori rossoblù. Vi parlo con il cuore e vi chiedo ancora una volta di restare uniti e vicini alla squadra per ricostruire con dignità, orgoglio ed entusiasmo una nuova società forte e trasparente. Aiutateci”. Poche parole in un video dai forti contenuti (già disponibile in home page, ndr) sono l’ultimo appello che il simbolo della città ha inteso lanciare. Il luogo scelto è il cinema Citrigno, location non causale che in passato segnò il rilancio del calcio cittadino dopo anni di appannamento. “Da bambino ricordo un San Vito pieno che trascinava la squadra alla vittoria, non chiedo questo, ci accontenteremo di molto meno – spiega il dieci – I miei compagni da ottobre vivono situazioni pazzesche subendo continue umiliazioni. E sono io, per primo, a sentirmi umiliato da cosentino. Provo vergogna e spero che la stessa vergogna possano provarla anche altre persone. Sono io che urlo nel video, ma dietro il mio grido c’è tutto lo spogliatoio. Assieme cercheremo di salvare il Cosenza sul campo lanciando il messaggio più bello che si potrebbe dare alla città. Ci proveremo senza passare dai playout, altrimenti conquisteremo negli spareggi il diritto a restare in Prima divisione. Io sono il protagonista dello spot, ma l’idea è nata collettivamente. Dai miei amici, da Valerio Caparelli e dai ragazzi che lo hanno realizzato. Non esistono secondi fini, è solo per il bene del Cosenza e della società che rischia di sparire per la seconda volta in pochi anni”. Le bordate lanciate dal capitano però non finiscono qui e rincara la dose rispondendo alle domande dei giornalisti presenti in sala. “Spero che qualcuno abbia la dignità e la forza di risollevarci da questa situazione. Ribadisco che provo vergogna, ma serve avere delle caratteristiche per poterla provare e credo che coloro i quali ci hanno messo in questa situazione non le abbiano. Continuano infatti ad insultarsi senza assumersi le responsabilità di quello che hanno fatto. Chi ha sbagliato lo ha fatto non solo nell’operare, ma anche nel dopo”. “Se posso interessarmi anche di questioni dirigenziali? – continua – Sto andando al di là dello sport per amore di chi mi sta vicino, ma non voglio pensare ad altri discorsi. La realtà che ci rappresenta è lontana dal mio modo di essere. Sono persone con le quali non voglio avere niente a che fare: ci hanno preso in giro, pertanto non meritevoli di nessun contatto. Il desiderio di fare qualcosa per il Cosenza è forte, ma non ci sono i presupposti umani per poter intervenire. Ascoltare certe parole e certe persone offendono l’intelligenza di chi li ascolta. Basta sentire cosa dicono per comprendere la loro pochezza. Io esprimo in maniera educata il mio pensiero e lo faccio ad alta voce. Solo operando in maniera seria e corretta si può chiedere alla città di rispondere. Nel mio appello non mi rivolgo a nessuno in particolare, ma a chiunque possa fare qualcosa. Ai tifosi in primis, non a caso lo spot è stato girato in un San Vito vuoto. Il messaggio è di sensibilizzare un po’ tutti nella cosentinità più profonda cercando di far venire fuori l’orgoglio. E’ deprimente vedere come siamo caduti in basso e come in poco tempo si possa distruggere un giocattolo che, magari a piccoli passi, dall’inferno della Serie D ci avevano riportato tra i professionisti. Però lì ci vuole competenza, ci vuole professionalità perché più si va in alto e più c’è bisogno di gente all’altezza. Purtroppo se si pensa di entrare nel calcio e di mettersi i soldi in tasca vuol dire che non si è capito niente. Lo fai un anno, lo fai due e poi chiudi perché non si può far calcio in questi termini. Non si può trascurare il settore giovanile perché per una realtà come Cosenza è l’unica risorsa”. A chiudere l’affondo finale. “Uno degli obiettivi dello spot è proprio creare una nuova società forte e trasparente. Ovvero senza la gente che è stata artefice della situazione attuale. Non voglio essere giudice, ma è la realtà. Non serve a nulla nemmeno fare i nomi dei colpevoli, ma la gente deve sapere e capire che le uniche persone vere che stanno facendo qualcosa per il 1914 sono i calciatori che da ottobre vengono umiliati e buttati fuori di casa perché non hanno i soldi per pagare l’affitto. Chi può fare qualcosa, pertanto, lo faccia tagliando in modo netto con il passato e ridandoci dignità”. (cosenzachannel.it)

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