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Iscrizioni e ripescaggi: la Lega Pro scende a 76?

Iscrizioni e ripescaggi: la Lega Pro scende a 76?

Iscrizioni severe, meno ripescaggi e un’idea comune: poche squadre, ma solide dal punto di vista economico. Il dg Ghirelli: “Ci auguriamo di restare a 90, ma viceversa nessun dramma”.

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Il “pitone” realizza il gol della speranza contro il Foggia. (foto rosito)

85-90-76-60: se volete giocarli al lotto, magari sulla ruota di Firenze (sede della Lega Pro), provateci. Sono i numeri delle squadre di Lega Pro, la cui evoluzione passa attraverso una serie di processi complessi che stanno per essere ufficializzati. Oggi le squadre sono 85 (5 in meno rispetto alla scorsa stagione, causa mancanza di squadre ripescabili): 36 in Prima divisione, 49 in Seconda. Dalla D ne sono salite 9, dalla Seconda ne scendono 4, così l’organico è tornato a 90. Il problema però saranno le iscrizioni: tra squadre che rinunciano e altre non in regola, si prevedono molti tagli. Quanti, è impossibile dirlo: un anno fa sono saltati 18 club (più l’Ancona in B), adesso saranno di più. Oltre a chiudere questa stagione con i conti in regola, bisogna avere la forza per affrontare la prossima. Per la Prima la fidejussione sale a 600mila euro (era di 400mila), per la Seconda a 300mila (da 200mila). In più, ci saranno norme più rigide per gli stadi: niente deroghe (salvo per chi sale dalla D), chi non è a posto non viene iscritto. E chi salta tra le 90 non viene sostituito: ma se saltano più di 14 club (sicuro) si va ai ripescaggi, in modo da portare l’organico a 76, come stabilito nell’accordo tra Lega Pro e Aic. Il Consiglio federale ha dato mandato ai presidenti delle leghe di B, Pro e Dilettanti di varare la normativa. I criteri sono i soliti, valutando piazzamento in classifica (valore 50%), storia (25%) e media spettatori ultimi 5 anni (25%). Non sono ripescabili le squadre che negli ultimi 5 anni hanno già avuto un ripescaggio nel campionato dove dovrebbero essere nuovamente ripescate. Una novità: no ai salti doppi, quindi chi ha vinto la serie D si ferma in Seconda e non va in Prima (come il Pisa l’anno scorso), e dall’Eccellenza chi è stato promosso si ferma in D, non può salire in Seconda (vedi la Sanremese l’anno scorso). E poi, per essere ripescati, occorrerà pagare. Per la Prima va messa un’altra fidejussione da 600mila (l’anno scorso era di 400mila), per la Seconda un’altra da 300mila (l’anno scorso era di 200mila). In più va aggiunta una cifra a fondo perduto per la Figc: l’anno scorso era 400mila per la Prima e 200mila per la Seconda, adesso sarà abbassata. Quindi, una volta fatte le graduatorie e scartati i non aventi diritto, si guarderà chi può permettersi di pagare certe cifre. E si fanno i ripescaggi per avere appunto 76 squadre: 36 in Prima (due gironi da 18) e 40 in Seconda (due gironi da 20). Questo è il primo passo verso i 60 club di Lega Pro (divisione unica) previsti fra tre anni. I pareri Francesco Ghirelli, d.g. della Lega Pro, spiega: “Noi ci auguriamo di avere 90 squadre, ma se scendiamo a 76 è per fare un campionato con più certezze a livello economico, agonistico e organizzativo, dove poter crescere bene i giovani”. E l’Aic applaude, attraverso il vice-presidente Umberto Calcagno: “Non è importante “quante” squadre rimangono, ma “come” rimangono: perdiamomolti posti di lavoro, ma almeno chi resta, grazie alle fidejussioni più alte, ha la garanzia di prendere lo stipendio”.  (fonte: gazzettadellosport)

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