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Cosenza, tre nodi da sciogliere per i futuri soci

Oggi nel vertice tra gli imprenditori rappresentati da Citrigno e Mangiarano verrà discussa la contro-proposta fatta recapitare dai calciatori tramite Aristide Leonetti.

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Il Cosenza giocherà oggi una partita decisamente particolare (foto mannarino)

E’ la domenica del pallone, la solita maledetta (per il Cosenza) domenica del pallone. Non si disputerà un match di calcio, ma una partita più importante. Un incontro dal quale ne scaturirà inesorabilmente il futuro sportivo e societario del 1914. Alle ore 18 in punto Pino Citrigno e Giuseppe Mangiarano si siederanno attorno ad un tavolo con gli imprenditori che rappresentano ed esporranno loro in maniera ufficiale quello che, in sostanza, hanno già appreso a mezzo stampa o per vie indirette. L’avvocato Leonetti ha provveduto a raccogliere le intenzioni di rinuncia da parte dei calciatori rossoblù che a fronte di una proposta iniziale dell’abbattimento contrattuale del 50% è stata riformulata al 45%. Saranno presenti al vertice, oltre ai due portavoce, anche De Rose, Salerno, De Caro, Carnevale e Filippelli. Nonostante la forbice non sia ampia, ci sono ancora dei nodi da sciogliere che non autorizzano a pensare che la fumata bianca sia imminente. Il budget che il pool di imprenditori ha raccolto si aggira attorno alle 7-800mila euro e sembra sia ferma l’intenzione a non discostarsi più di tanto dalla cifra in questione. Essendo minima la differenza con la richiesta dello spogliatoio, però, questo ostacolo potrebbe essere anche superato. Lo scoglio più grosso è legato alla rescissione dei contratti. Per i futuri dirigenti è una condizione sulla quale non si può discutere, mentre da chi scende in campo la domenica è arrivata l’apertura a ri-negoziare gli accordi. Gli amministratori della futura società (sempre che venga costituita) vogliono mantenersi per il prossimo campionato entro una spesa massima di 120mila euro mensili e scegliere loro con chi eventualmente andare a trattare. I giocatori invece hanno risposto che vorrebbero parlarne e, qualora prendessero atto di non rientrare più nei piani tecnici, cambierebbero aria con una buonuscita e l’impegno del Cosenza a trovargli una sistemazione gradita. Il terzo punto all’ordine del giorno riguarda il pagamento degli stipendi. I calciatori premono perché vengano corrisposti in due blocchi prima delle partite col Viareggio: servirebbe da incentivo e renderebbe le menti dei rossoblù più libere. Chi dovrà mettere mano al portafogli invece ha fatto sapere che è intenzionato ad elargire un acconto subito ed il resto il 10 giugno. E’ difficile che qualcuno bluffi perché qualora venga versata una prima tranche nessuno vorrebbe correre il rischio poi di non vedersi firmate le liberatorie, che sarebbero vincolate al secondo pagamento. Infine, se fossero superati i problemi di cui sopra, andrebbe ratificato il passaggio di quote dal notaio senza aspettare l’assemblea straordinaria che implicherebbe i tempi imposti dalla legge e tutta una serie di passaggi. Il pacchetto detenuto dall’amministratore unico Funari finirebbe nelle mani dei nuovi soci o incrementerebbe quello di chi già compare in società che successivamente lo ridistribuirebbe.  (cosenzachannel.it)

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