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De Caro non fa sconti: “Trattativa fallita, la cordata si è sciolta”

De Caro non  fa sconti: “Trattativa fallita, la cordata si è sciolta”

L’imprenditore a capo del gruppo pronto a rilevare il Cosenza lancia i titoli di coda e sottolinea: “La proposta dei giocatori a conti fatti prevedeva un taglio di circa il 22% delle spese”.
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Le nubi che minacciano il futuro del Cosenza si fanno sempre più minacciose sul San Vito. Dopo la proposta avanzata dai calciatori e il secco no della cordata pronta a rilevare il sodalizio rossoblù si è creata una situazione di stand by che non può che nuocere ad una squadra che deve disputare i playout e che ad oggi è sull’orlo del fallimento. A fare chiarezza su una situazione sempre più ingestibile ci ha pensato l’imprenditore Franco De Caro, che è intervenuto durante la trasmissione “Replay” in onda su Ten. L’imprenditore pronto con il suo gruppo a salvare la società ha detto la sua su una trattativa ormai chiusa. “Sapete tutti che il nostro piano non è andato in porto – dice De Caro – perché la proposta da noi avanzata non è stata accolta”. E prosegue: “La nostra cordata ha analizzato la situazione ed ognuno di noi ha prodotto il massimo sforzo per reperire i fondi utili a formulare un’offerta convincente. I giocatori non l’hanno accettata perché l’idea di questo gruppo di persone pronte a salvare la squadra, prevedeva il taglio della metà degli stipendi e dei contratti per le prossime stagioni. L’altra parte non si è detta disponibile e noi non abbiamo la disponibilità per venire incontro alle loro richieste, ragion per cui non c’è bisogno di fare ancora parole ed alzare polveroni intorno ad una trattativa che per ovvie ragioni è già chiusa”. Poi De Caro ammette: “Abbiamo commesso un piccolo errore. Per accelerare i tempi e dare subito un futuro al club ci siamo rivolti ai giocatori senza trovare l’accordo. Dovevamo invece parlare direttamente con la società che è al timone del Cosenza, rivolgendo a loro le nostre proposte e attendendo una risposta”. Poi però arriva la stoccata: “Ho sentito dire che i giocatori hanno offerto un taglio del 45% dell’ammontare degli stipendi ma non è così. In totale sono arrivati circa al 22% ed è inevitabile che un gruppo che vuole rilevare una società e non ha le possibilità di acconsentire a questa richiesta, faccia presto a tirarsi indietro senza lasciare porte ancora aperte e speranze vane”. Chiusura esplicita: “Ieri abbiamo constatato che non c’erano i presupposti per proseguire nel nostro progetto. Era inevitabile lo scioglimento del nostro gruppo. Ad oggi la cordata non esiste più. Se dovesse cambiare qualcosa, valuteremo…” (f. p.)

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