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De Caro riapre uno spiraglio

Il costruttore spiega: “Qualora si potesse tornare attorno ad un tavolo per salvare il Cosenza, auspico che ciò avvenga in tempi brevi. Fiore? Vorrei affidare a lui tutta l’area tecnica”.

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Franco De Caro. La salvezza del Cosenza 1914 passa dalla sua persona (foto rosito)

Forse non è ancora finita, ma la trattativa che la settimana scorsa sembrava vicina alla conclusione per adesso è morta e sepolta. Nessuna illusione, seppure la speranza sia sempre l’ultima a lasciare chi la coltiva. Ieri sera Franco De Caro è stato il mattatore della trasmissione Replay in onda su Ten e nei suoi interventi sono emersi alcuni punti sui quali poter ricostruire un discorso: il non poter andare oltre la soglia del 50% riguardo l’abbattimento contrattuale e la volontà di affidarsi all’entourage di Stefano Fiore per quanto riguarda il lato tecnico. “Abbiamo formato un piccolo gruppo di imprenditori che ha messo sul piatto della bilancia una cifra che non bastava a soddisfare le richieste economiche di tutti i tesserati del Cosenza – ha spiegato il costruttore – Per ora non è sufficiente per garantire un futuro diverso alla società, a prescindere poi dall’iscrizione al campionato. La cifra raccolta era di quasi 700mila euro, ma presto si è capito che sarebbero serviti a poco, visto che la proposta fatta dai giocatori non combacia con le nostre attuali disponibilità finanziare”. Insomma, la storia recente che è di dominio pubblico. Subito dopo, invece, De Caro apre nuovamente alla squadra. “Tramite l’avvocato Aristide Leonetti avrebbero dovuto formulare una controproposta ed invece nulla di tutto ciò. Resta il fatto che qualora ci fosse una piccola speranza di ritornare a sederci intorno a un tavolo, mi auguro che si faccia tutto in tempi stretti, perché siamo arrivati quasi alla fine del tempo utile. Mi sento in dovere di dire che non abbandonerò mai la società, poiché sono diventato un tifoso vero che se potrà dare una mano al club non si sottrarrà affatto”. Infine anche un passo di autocritica e un auspicio che, se si dovesse poi tramutare in realtà, sarebbe una manna dal cielo. “Abbiamo commesso un errore: avremmo dovuto trattare con la società nella persona dell’amministratore Funari e non con i giocatori. Per quanto riguarda Stefano Fiore, poi, lo considero una persona degna della mia ammirazione e spero che al gruppo degli imprenditori in qualche modo possa aggiungersi anche lui. Sogno, una volta dopo aver composto la società, di affidare a Stefano tutta l’area tecnica, perché oltre ad essere una persona competente è un grande tifoso del Cosenza. In ultimo, permettetemi di ringraziare il presidente Scopelliti. Ci ha incoraggiato ad andare avanti ed ha promesso anche di dare un piccolo contributo”. (cosenzachannel.it)

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