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Le lacrime di Fiore come epilogo della stagione

Le lacrime di Fiore come epilogo della stagione

Anche Biancolino ha abbandonato il Cosenza. Il capitano guiderà ugualmente la squadra, ma il suo sfogo contro tutti e tutto è la fotografia del momento. Matteini: “Sarò in gruppo, non sono partito con gli altri perché dovevo risolvere dei problemi personali”.

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La bandiera del Cosenza Calcio 1914 Stefano Fiore (foto rosito)

Il Cosenza non avrebbe potuto chiedere capitano migliore. Stefano Fiore ha dimostrato tutto ciò che c’era da dimostrare nel corso dei due anni, anzi ha dato anche oltre il dovuto. Il numero dieci dei Lupi, comunque vadano le cose, diventerà a prescindere il simbolo della squadra e quando si chiederà in giro del giocatore più rappresentativo, verrà spontaneo dire ad alta voce il suo nome. Il pianto sincero col quale si è sfogato prima della partenza è la fotgrafia perfetta del momento drammatico. I calciatori rossoblù avevano appena finito di allenarsi, una sorta di rifinitura in vista del delicato match di Viareggio. Gigi De Rosa aveva provato uomini e schemi, ma due di loro correvano “con la testa bassa”. Finita la sessione, quindi, Matteini e Biancolino sono saliti a bordo delle loro automobili e sono andati via nonostante il vice-allenatore Di Leo cercasse in ogni modo di convincerli a prendere posto sul pullman che stava scaldando i motori in attesa di partire per la Toscana. Uno strappo clamoroso a 48 ore dalla partita. Alla base del gesto ci sarebbe una promessa (ribadita anche ieri sera a cena) non mantenuta da parte dell’amministratore unico Funari che aveva garantito loro il pagamento di uno stipendio, quello che avanzano assieme agli altri big della squadra. Il riferimento è al mese di aprile quando fu saldata una spettanza a larga parte dello spogliatoio meno a coloro che avevano gli ingaggi più elevati. E’ stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che li ha fatti venire meno alle parole del comunicato diffuso martedì. Da qui la rabbia del capitano che si è sfogato col mister e con Aristide Leoneri. Dapprima ha usato parole dure nei confronti di Funari (“Gliel’ho detto fino a notte tarda che non doveva promettere niente perché non sarebbe stato in grado mantenere nulla. Sarebbe dovuto restare a casa anziché presentarsi qui”) e dei compagni (“Ma quale professionisti? Sono andati via senza neanche dirmi quello che stavano facendo. Non li voglio più vedere, se rientrassero nello spogliatoio uscirei immediatamente io”), poi le lacrime che dovrebbero far riflettere tanta gente. Stefano Fiore, un campione, un nazionale azzurro, un fuoriclasse, ha pianto per il Cosenza 1914. Il fatto è di una gravità inaudita, qualcuno riuscirà mai a capirlo?
MATTEINI PARTE. Intorno alle 14 abbiamo raggiunto Matteini al telefono che però ha confermato la sua presenza a Viareggio. Queste le sue parole: “Sono rimasto in città perchè ho dovuto risolvere alcuni problemi personali. Tutto ciò richiedeva la mia presenza per mettere le cose al loro posto. Sono pronto però a partire e sarò con il gruppo. Ci tengo a ribadire a tutti i tifosi che non è mia intenzione lasciare la squadra in questa partita e già oggi raggiungerò i miei compagni”. Poi il calciatore prosegue: “E’ stato uno sfogo. Mi sono reso conto di aver sbagliato ma le promesse fatte non mantenute e tutto ciò che ci è stato detto mi ha portato ad avere una reazione esagerata. Ho dato tutto per questa maglia e spero che la gente di fede rossoblù possa capire. Ora però voglio raggiungere il gruppo perchè voglio essere della gara.  (Francesco Palermo)

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