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Funari: “Da domani voglio vederci chiaro”

Funari: “Da domani voglio vederci chiaro”

L’amministratore unico del Cosenza annuncia: “Non credo che chi abbia fatto questo scempio possa porre rimedio”. E sottolinea: “L’unico realmente interessato è Franco De Caro”.

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Uno dei tanti calci d’angolo battuti dal Cosenza (foto mannarino)

E ora? Quale futuro per il Cosenza? Ci sarà una squadra? Ricominciare dalla Seconda Divisione? Chi garantirà il pagamento degli stipendi? Tante domande e nessuna risposta per una città che, non solo deve digerire la retrocessione, ma vuole anche sapere cosa accadrà da qui a breve. A fine gara l’amministratore Eugenio Funari si è prestato ai taccuini dei giornalisti sottolineando. “Il Cosenza non ha perso sul campo questo campionato. I punti totalizzati lo avrebbero posto al settimo gradino ma i punti di penalizzazione ci hanno tagliato le gambe. Però, consentitemi di dire che ho visto negli occhi dei ragazzi che il campionato era finito dopo la gara col Foggia. La squadra oggi era stanca ma anche domenica scorsa. Si vedeva che erano arrivati sia da un punto di vista fisico che mentale. E’ stata una stagione tragicomica. Chi è stato l’artefice del disastro deve assumersi le responsabilità. Le persone che hanno fatto questo disastro ci sono e sono facilmente individuabili. E non credo che queste persone, che ripeto hanno fatto uno scempio, possano porre rimedio ad una situazione difficile, difficilissima. Da domani voglio vederci chiaro su tante circostanze antecedenti al mio ingresso in società. La strada da percorrere, lo dico con tutta l’amarezza del caso, è la stessa di qualche settimana fa ma ci vuole concretezza. La situazione va rimessa in sesto ricapitalizzando la società e dando vita a quel meccanismo che darà al Cosenza un futuro. Se c’è un piano B? In questo periodo sono stato dietro le quinte ed ho contattato qualche imprenditore. Di sicuro posso dire che l’unico al momento realmente interessato è Franco De Caro. Inutile girarci intorno. Sono stato un traghettatore e sono fiero di essere stato al fianco di una squadra di uomini più che giocatori”. Ora, però, trocca ad altri salvare il salvabile. A patto che si voglia salvare il calcio a Cosenza. (Gianpaolo D’Elia)

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