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Chianello: “Rischiamo di non avere più tempo”

Chianello: “Rischiamo di non avere più tempo”

L’ex ad del Cosenza ritorna a parlare e ammette: “Sarebbe un peccato ritornare tra i dilettanti quando, con le stesse cifre, si può garantire un campionato dignitoso anche in Seconda Divisione”.

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Da sinistra Pino Chianello insieme a Iannucci, Pagliuso e Mirabelli

Il Cosenza ha le ore contante. Non è il titolo di un film ma la reale situazione in cui versa il club rossoblù. Tempo a destinazione che sta per scadere. A ribadirlo nuovamente sono stati, nel corso della trasmissione Replay in onda su Ten, gli imprenditori interessati, almeno a parole, alla salvezza del Cosenza calcio. Tra questi anche Pino Chianello. L’ex ad ha ammesso. “Pensare ad un nuovo fallimento dopo tutti i sacrifici fatti dal sottoscritto, insieme a Paletta e Mirabelli, è una follia. Un patrimonio come il professionismo va difeso a patto che non si commettano gli stessi errori di quest’anno”. Un Chianello pacato e distensivo nei confronti di De Caro, Citrigno e Carnevale presenti in studio. “Credo che il problema imminente riguardi l’iscrizione al prossimo campionato. Ora c’è da capire se c’è la volontà immediata di garantire un futuro a questa società. Il resto, ossia la programmazione del campionato futuro con l’eventualità di dare spazio ad una squadra giovane, è un passaggio che avviene successivamente e che va studiato a tavolino programmando in maniera consona”. Poi un passaggio non di poco conto. “Avendo riportato il Cosenza tra i professionisti so quanti sacrifici servono a garantire un campionato di serie D e posso assicurare che la cifra non si discosta di molto da un campionato di Lega Pro 2. Con questo voglio dire che sarebbe un peccato ritornare tra i dilettanti quando, con le stesse cifre, si può garantire un campionato dignitoso anche in Seconda Divisione”. E conclude con una preoccupazione. “Stiamo rischiando di non avere più tempo oltre alla disponibilità economica”. Un messaggio inequivocabile. Se si vuole salvare il Cosenza i tempi stringono. Le scadenze sono alle porte.  (Antonello Greco)

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