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Carnevale: “Il Cosenza rischia di morire per pochi euro”

Carnevale: “Il Cosenza rischia di morire per pochi euro”

L’ex presidente esce allo scoperto: “Siamo alla corte di un moribondo che va rianimato. Per farlo c’è bisogno di un gruppo forte, unito che metta mano al portafogli e garantisca un futuro idoneo”.

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Giuseppe Carnevale, ex presidente del Cosenza calcio 1914

Ritorna a parlare Giuseppe Carnevale, ex presidente del Cosenza, e persona interessata – “più di molte altre” come ha affermato – a far si che l’attuale società non chiuda i battenti. “Non ho mai finito di impegnarmi per il Cosenza calcio – ha affermato Carnevale nel corso della trasmissione Replay in onda su Ten -. Ogni mese tengo fede ad impegni presi precedentemente. Dico questo per far capire che, quando il sottoscritto prende un impegno, lo porta a termine. Credo di essermi chiuso in un silenzio tombale. Questo per evitare di partecipare ad alcuni teatrini che ho reputato alquanto deprimenti. Di certo, qualora le cose non fossero andate bene, mi ero ripromesso di uscire alla scoperto per mostrare alcuni conticini e per dire alcune cose che mi premeva sottolineare. Ma non sono qui a fare polemiche o chiacchiere. Sono qui per ribadire il mio impegno a salvare il Cosenza calcio. E sapete perché? Il rischio è che questa società muoia per una decina di euro”. In sala il silenzio. Carnevale è un fiume in piena. “Credo che tra i debiti maturati e i crediti che il Cosenza calcio avanza si possa garantire il pareggio di bilancio. Oltretutto i debiti con l’erario sono rateizzabili e ci permetterebbero di respirare qualora si riesca a garantire l’iscrizione al prossimo campionato”. L’ex patron poi accusa. “Volete sapere qual è la verita? Qui manca una società coesa ed una figura super-partes che individui la giusta via da seguire. Siamo alla corte di un moribondo, il Cosenza calcio, che va rianimato. Per farlo c’è bisogno di un gruppo forte, unito che metta mano al portafogli e garantisca un futuro idoneo”. Poi Carnevale fa un passo indietro e ritorna all’inizio della stagione appena trascorsa. “L’intento quando siamo andati a prendere i vari Degano, Mazzeo, Matteini e compagnia era quello di arrivare a lottare per la B. Se questa è una colpa me ne scuso. Credo, allo stesso tempo, che una squadra con simili giocatori potesse finanche ben figurare in B, figuriamoci in Prima Divisione. Purtroppo, però, così non è stato. Ma il calcio non è una scienza esatta. Di sicuro il tutto è stato fatto per garantire che il Cosenza lottasse per il vertice e non per una salvezza”. Chiusura proiettata al futuro. “Qualora si riuscisse a salvare il Cosenza bisognerà progettare una stagione stile Foggia di quest’anno. Solo così puoi resistere alla forza d’urto di un campionato difficile e dispendioso come quella di Lega Pro”.
Francesco Palermo

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