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Nulla di fatto dal sindaco. Solo litigi a Palazzo dei Bruzi

Nulla di fatto dal sindaco. Solo litigi a Palazzo dei Bruzi

La riunione indetta da Occhiuto per salvare il Cosenza è andata male. Gli imprenditori convocati non si sono messi d’accordo su come procedere. La delusione dei presenti.

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Lo striscione appeso fuori il Comune dai tifosi del Cosenza 1914 (foto rosito)


La speranza di vedere salvo il Cosenza 1914 si è pressoché spenta davanti al nuovo sindaco della città dei Bruzi. I partecipanti alla riunione convocata per conto di Occhiuto da Mimmo Bilotta non ha sortito gli effetti sperati e sembra avere acuito alcune divisioni in seno al gruppo che inizialmente sembrava compatto. Hanno partecipato al summit i componenti del collegio sindacale (Bilotta, Spagnuolo e Petrassi), De Caro, Carnevale, Citrigno, Filippelli, Funari, Salerno (anche per conto di De Rose) Mazzuca e Pizzini. L’avvocato Irene Carbone rappresentava Pino Chianello che nei giorni scorsi aveva dato disponibilità a partecipare all’operazione, cosa ribadita ampiamente. Presenti anche il capitano della squadra Stefano Fiore e i componenti del suo staff Leonetti e Candelieri. Al momento di fare i conti e di costituire la società è pesato il parere negativo di alcuni presenti. Fuori una trentina di sostenitori hanno incitato gli attori principali a concludere positivamente l’incontro accendendo un paio di torce e attaccando uno striscione che invocava aiuto: “Salviamo il Cosenza” firmato Ultrà Cosenza con tanto di stella rossa e bambulè. Nelle stanze di Palazzo dei Bruzi invece le cose non procedevano per il verso giusto. Gli imprenditori riuniti attorno ad un tavolo anziché mettersi d’accordo su come ricapitalizzare martedì e su come ridistribuire le quote hanno iniziato a litigare. In particolare, sarebbe emersa la volontà da parte di Salerno di far parte attiva del sodalizio di industriali soltanto dopo che la fidejussione di cui è firmatario in banca verrà liberata. Per quanto trapaleto, anche De Rose sarebbe sulla sua stessa posizione. Carta e penna in mano, la cifra che si sarebbe raccolta ieri sera non superava le 450mila euro: troppo poco a fronte del milione che serve al Cosenza per continuare a vivere. Eppure suona quasi come un paradosso visto che non solo il Comune, ma anche la Camera di Commercio e la Regione hanno di fatto garantito un forte sostegno a campionato in corso. Tutto sta (o stava) ad iscrivere la squadra e a partire per la nuova stagione. Nelle due ore e mezza di discussione il sindaco ha constatato che anche gli altri imprenditori hanno idee differenti su come approcciarsi alla situazione di emergenza e che l’unità di intenti mancherebbe anche per un eventuale “dopo”. Davanti a certi discorsi e ad alcune prese di posizione è rimasto sbigottito perfino Stefano Fiore che dal canto suo ha ribadito la volontà di continuare a vestire la maglia rossoblù e di frequentare lo spogliatoio da calciatore piuttosto che da dirigente. Sciolta l’assemblea, nella quale coloro i quali avrebbero dovuto dare disponibilità ad entrare in società adesso ci penseranno mille volte, Occhiuto ha chiesto a De Caro di fermarsi ancora nei suoi uffici per un colloquio privato a quattro occhi. E’ durato una ventina di minuti, poi il costruttore è andato via senza fermarsi dai tifosi disperati e dagli addetti ai lavori. Dal club rossoblù e da Palazzo dei Bruzi non una nota, non un cenno. Ma l’epilogo appare scontato. (cosenzachannel.it)

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