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Cosenza, Salerno e De Rose verso il no

Cosenza, Salerno e De Rose verso il no

I due soci sembra che non parteciperanno all’assemblea dei soci. De Caro pertanto avrebbe deciso di dire addio all’operazione-salvataggio: sarebbe la fine del calcio cittadino.
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Se il calcio chiuderà i battenti a Cosenza segnerà l’inizio di un nuovo disagio sociale. Su questo non c’è dubbio. Per questa sera alle 18.30 è in programma la seconda assemblea dei soci nel corso della quale bisognerà coprire le perdite e aumentare il capitale a circa un milione di euro. Per completare i passaggi relativi a chiudere il campionato 2010-2011 serve circa un milione di euro. Il problema è che, dopo il clamoroso errore riscontrato ieri dal notiaio nella convocazione formale, oggi serve che deliberare e concretizzare copertura delle perdite ed aumento di capitale. Secondo quando nei giorni scorsi stabilito fra gli imprenditori, tutti avrebbero dovuto partecipare. Cosa che non avverrà. Su Calabria Ora Salerno spiega che non parteciperà perché “ritengo esaurito il mio ciclo al Cosenza”. Il socio di minoranza poi continua spiegando che ha avuto “sempre un ruolo secondario, marginale. Non ho mai conosciuto Castagnini e gli allenatori e il mio supporto è stato più che altro di tifoso. Sono del parere che che dal notaio debba andare chi poi ambisce a dirigere la società”. Una posizione rispettabilissima che è probabile faccia il verso a quella di Umberto De Rose. Franco De Caro stamattina si incontrerà con il Presidente della Provincia Oliverio, ma da quanto trapelato è fermamente intenzionato a mettere la parola fine all’operazione-salvataggio. Le ultime speranze di vedere il Cosenza ancora nel calcio professionistico sono appese a lui e alla sua volontà di compiere un miracolo. Se non dovesse avvenire, sarebbe la fine. (co.ch.)

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