Tutte 728×90
Tutte 728×90

Gigi-gol, per la serie “Te lo ricordi Marulla?”

Gigi-gol, per la serie “Te lo ricordi Marulla?”

Vent’anni fa la Salernitana piegata da un sinistro del bomber di Stilo. Lo spareggio di Pescara fu deciso al sesto minuto del primo tempo supplementare dal numero nove rossoblù.

marulla_gigi

La bandiera del Cosenza Calcio 1914 Gigi Marulla da Stilo (foto rosito)

Tutti, almeno una volta, hanno intonato quel ritornello. I più giovani non avranno avuto il piacere di urlarlo al San Vito quando il settore ospiti pullulava di tifosi della Salernitana o all’Arechi quando una marea umana insultava i nostri colori, ma in famiglia ci sarà stato di sicuro uno zio o un padre che non si sarà sottratto al rituale. “Te lo ricordi Marulla” ha segnato non solo una generazione, ma influenzato anche quelle successive. Lo spareggio di Pescara del ventiseigiugnomillenovecentonovantuno, da dire così tutto d’un fiato, è uno dei ricordi più belli che uno sportivo di fede rossoblù possa rievocare. A vent’anni di distanza acuisce la nostalgia dei tempi andati e delle emozioni che il calcio regalava. Sudore e cuore, nient’altro. “Una sfida impietosa” la definì Bruno Pizzul durante il prepartita, che nessuno ancora immaginava potesse essere caricato di pathos e reso importante quanto lo stesso evento solo qualche anno più tardi da Fabio Caressa. Un commento tecnico, classico, dove erano i dati e non le parole a catturare il pubblico. In quel campionato terminarono la loro corsa a 36 punti Pescara, Modena, Avellino, Cosenza e Salernitana. L’ultima giornata di campionato segnò il successo dei campani per 2-0 proprio sui silani, i quali furono costretti così allo spareggio. Lo stadio per tre quarti era colorato di vessilli amaranto, mentre la curva che solitamente veniva occupata dagli ultrà del Pescara era tutto uno sventolare di bandiere a tinte rossoblù. Dodicimila contro quattromila: sugli spalti il confronto risultò impari, ma le imprese più belle narrate dalla storia raccontano spesso di armate sgangherate che hanno sbaragliato interi battaglioni. Edy Reja, privo di Marino e Marra squalificati, schierò una formazione rimaneggiata: Vettore, Catena, Napolitano, Aimo, Di Cintio, De Rosa, Compagno, Mileti, Marulla, Biagioni, Coppola. A dirigere l’incontro fu designato invece il signor Lanese di Messina. Il caldo condizionò i novanta minuti di gioco, sebbene Compagno a tempo scaduto si ritrovò sul destro la palla del ko. Il diagonale fece la barba al palo di Battara, mitico portiere con la famadi essere un para-rigori (ne neutralizzò uno proprio a Marulla durante la stagione). Nei supplementari si completò il disegno. Quello che circola su internet con il commeto di Pizzul è in realtà un falso storico. Le parole “Napolitano… pallone per Marulla… attenzione Marulla… tiro, gol! Gol di Marulla! Si è fatta trovare impreparata la difesa della Salernitana” regalano un errore grossolano: a lanciare il bomber di Stilo non fu Ugo, bensì Aimo. Poco importa però, perché quel frangente divenne leggenda in un batter d’occhi. Gigi vestì i panni di un novello Gesù alle latitudini della Sila e quel volo sotto la curva si trasformò nell’immagine più bella e ricercata. Vent’anni dopo, alle 18,36 in punto, qualcuno, da qualche parte nel mondo, ripenserà alla palla che entra in rete da sotto la traversa e dà il via alla festa. E poi chissà se la retroguardia della Salernitana avrà preso le contromisure oppure si farà trovare nuovamente impreparata… (cosenzachannel.it)

Related posts