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Caso Bergamini, la Procura di Castrovillari riapre l’inchiesta

Dopo 22 anni dalla morte dell’ex calciatore del Cosenza, si cerca di fare luce sul caso: il ragazzo, allora 27enne, non si sarebbe tolto la vita, ma sarebbe stato ucciso secondo quanto sostenuto dai suoi familiari e dal loro legale

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Domizio e Donata Bergamini durante la manifestazione a Cosenza (fotorosito)

E’ stata riaperta dalla Procura di Castrovillari l’inchiesta relativa alla morte dell’ex calciatore del Cosenza, Donato Denis Bergamini, avvenuta il 18 novembre 1989 quando aveva 27 anni. Dpo 22 anni si cerca di far luce sul caso: il ragazzo argentano fu investito in circostanze mai chiarite da un camionista, secondo la verità  giudiziaria ora messa in dubbio.

Il procuratore capo Franco Giacomantonio ha deciso di riaprire il caso e  gestira’ il fascicolo coassegnato al suo sostituto Larizza Catella, rubricando l’ipotesi di reato per omicidio volontario contro ignoti. Da quanto si e’ appreso la procura ha riaperto il fascicolo collegandolo ad una indagine del 1994, in cui fu la questura di Cosenza a chiedere accertamenti che poi si arenarono. Ora invece la procura di Castrovillari si e’ mossa sulla richiesta della famiglia di Donata Bergamini e del loro legale Eugenio Gallerani che avevano presentato richiesta formale di riapertura dell’indagine sulla base di nuovi elementi raccolti in quasi due anni di accertamenti privati.

“Siamo estremamente soddisfatti che dopo quasi 22 anni sia arrivato questo risultato atteso dalla famiglia, e frutto di un notevole lavoro premiato ora con questa richiesta: la riapertura dopo 22 anni e mezzo dalla morte di Denis Bergamini e con ipotesi di omicidio volontario e’ un grandissimo risultato”. I familiari di Bergamini, la sorella Donata e il padre Domizio hanno accolto la notizia con commozione. “Finalmente hanno capito che i motivi c’erano per pensare che Denis non si e’ ucciso, ma e’ stato ucciso” ha detto Donata, che come il papa’ Domizio non ha mai creduto alla tesi che Denis fosse rimasto vittima di un incidente o si fosse tolto la vita gettandosi sotto un camion sulla statale Jonica nei pressi di Capo Roseto Spulico.

In quasi due anni di indagine privata il legale della famiglia ha raccolto elementi che avrebbero messo in luce contraddizioni e incompatibilita’ della ricostruzione tecnica dell’investimento, con nuovi rilievi tecnico scientifici e fotografici, e con conclusioni medico-legali sul corpo del giovane calciatore che mettono in dubbio la verita’ giudiziaria offerta al processo. Processo che porto’ nel 1992 alla assoluzione del camionista accusato di omicidio colposo. 

Invece di procedere con una autonoma riapertura della inchiesta il procuratore capo Giacomantonio ha preferito inoltrato la richiesta al gip, che dovra’ o meno accoglierla. “Credo occorra fare un passo alla volta – ha spiegato l’avvocato Gallerani – la riapertura del caso e’ gia’ un risultato enorme”. Dal punto di vista tecnico giuridico, ha aggiunto, ‘’e’ la prima volta che avviene, poiche’ nel ‘94 non ci fu richiesta formale di riapertura, ma si tratto’ di una iniziativa autonoma della questura di Cosenza. Dopo la sentenza definitiva del 1992, che attesto’ che Donato Denis Bergamini mori’ suicida, punto e basta, nessun atto formale venne eseguito per ipotizzare altri scenari’’. Ora, per il legale, la procura potra’ chiedere una nuova perizia medico-legale e nuovi accertamenti tecnici per confutare o meno l’ipotesi di omicidio volontario. La tesi della famiglia e’ infatti che Bergamini sia stato portato ormai cadavere nel punto in cui venne trovato, sulla Statale Jonica. (fonte ilrestodelcarlino.it)

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