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Conto alla rovescia verso i titoli di coda

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Il Cosenza entro il 12 luglio dovrà regolarizzare la propria posizione altrimenti sarà la fine. Si tenterà di coinvolgere nuovamente il sindaco Occhiuto che ascolterà l’avvocato Leonetti.

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La situazione del club silano è disperata. Servirebbe soltanto un miracolo (foto rosito)

La rassegnazione con la quale la città di Cosenza sta vivendo la situazione è quasi disarmante. A Gela l’amministrazione comunale è scesa in campo per garantire il futuro al club biancazzurro, a Salerno, dove il passivo è di una decina di milioni, la gente (dopo aver affollato in 35mila l’Arechi per la finale col Verona) si è riversata in strada per protestare e per scuotere l’imprenditoria locale. All’ombra della Sila invece si aspetta che l’arbitro fischi tre volte e buonanotte. Il discorso vale per tutti tranne che per un manipolo di irriducibili tifosi che non si arrende e che non vuole vedere la propria squadra nuovamente al tappeto. In altri casi si sarebbe detto che si lavorava sotto traccia, ma purtroppo non è così. C’è chi gongola e sogna di ripartire nuovamente liberi dai padroni e solo con i loro padroni (sic!), ma la città ha già messo le cose in chiaro. “Non esiste che il San Vito sia concesso a chi negli ultimi anni ha affossato il Cosenza. Non avalleremo nessun progetto dilettantisco che preveda figure già passate da Viale Magna Grecia”. Il messaggio è pressoché unanime ed è indirizzato soprattutto al sindaco Occhiuto che, se la società verrà messa in liquidazione, si ritroverà tra le mani una patata bollente niente male. I rossoblù hanno tempo fino alle 19 in punto del 12 luglio per mettersi in regola e per farlo c’è una sola strada da seguire: reperire circa un milione di euro. La liquidità servirebbe a garantire la fidejussione, a pagare i calciatori e a sistemare le cose con l’Enpals e l’Agenzia delle Entrate. Il progetto che De Caro aveva studiato nei dettagli è naufragato, ma certamente non per colpa del costruttore che ha sempre cercato di smuovere le acque in prima persona impegnandosi fin oltre il dovuto. Se spunterà fuori qualche imprenditore di buona volontà lui sarà al suo fianco, ma ha scelto di non reggere più le redini di quell’operazione-salvezza a cui un po’ tutti si erano aggrappati. Un estremo tentativo verrà fatto entro le prossime 48 ore da Aristide Leonetti, il manager di Stefano Fiore, e da Pino Citrigno. Nonostante il vicepresidente del doppio salto tra i professionisti sia fuori per ragioni cinematografiche, ha creato nel week-end un filo diretto con Palazzo dei Bruzi. Leonetti vedrà il sindaco Occhiuto appena tornato dal viaggio in Cina, il suo vice Katya Gentile e il Presidente del Consiglio Luca Morrone. (cosenzachannel.it)

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