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Gela, Catanzaro e Salernitana verso la salvezza. Cosenza, ecco perché

Gela, Catanzaro e Salernitana verso la salvezza. Cosenza, ecco perché

In tutte e tre le città le Istituzioni sono diventate parte attiva dell’operazione di rilancio. E’ emblematico il caso del capoluogo calabrese dove è stato il sindaco a condurre il gioco.

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Gli ultras della Salernitana in corteo sabato scorso (foto corrieredelmezzogiorno.it)

Non c’è solo il Cosenza appeso ad un filo. Le società nei guai sono diverse, ma in questo caso mal comune non può affatto rappresentare mezzo gaudio. I tre casi più eclatanti sono quelli di Salerno, Gela e Catanzaro. Le tre città vivono ore drammatiche al pari di quanto sta succedendo in riva al Crati, ma la differenza sta tutta nella vitalità che si respira da quelle parti e nella concretezza che le Istituzioni stanno dando ai loro tentativi. Procediamo con ordine. La Salernitana si porta dietro da due campionati pesanti passivi che derivano dagli ingaggi onerosi concessi in serie B e non sopportabili per due tornei consecutivi in Prima divisione. Il gap che è trapelato parla di circa dieci milioni: un’enormità in confronto al milioncino bruzio. Il patron Lombardi aveva inizialmente trovato l’accordo con gli americani guidati dal business man Cala che ha ingranato repentinamente la marcia indietro dopo essersi reso conto di persona delle carte contabili. Allora è iniziata una nuova trattativa tra Lombardi e l’imprenditore Cesarano i cui tempi si sono dilatati all’infinito fino alla (probabile) rottura. A quel punto, sollecitato dalla piazza che non stava più nella pelle è sceso in campo il sindaco De Luca che ha sollecitato in maniera anche colorita che il club venisse salvato. Si è lasciato andare perfino ad espressioni forti tanto che Lombardi (che si è accollato la tassa di iscrizione alla vecchia C1) e Cesarano torneranno ad incontrarsi a breve. Come a Cosenza, urge versare quanto deliberato nell’aumento di capitale e pagare le spettanze ai calciatori. A Gela si è giocato sul filo del rasoio. Il numero uno del club siciliano aveva annunciato la non iscrizione della società da lui gestita, ma il 30 giugno, in extremis, ha cambiato clamorosamente idea. Perché? Semplice, sono risultate decisive le rassicurazioni ricevute dall’europarlamentare Crocetta e dal sindaco Fasulo. Come spesso avviene in questi casi l’appeal del presidente Tuccio è salito quindi alle stelle. A Catanzaro, infine, rivedranno la luce in modo o nell’altro. I giallorossi hanno vissuto una stagione da incubo convivendo dall’inizio alla fine con il segno meno in classifica e con una società completamente assente. A scendere in campo sono stati un manipolo di ragazzini e qualche elemento esperto al minimo federale. Il top è stato raggiunto da un elemento della rosa che ha procacciato uno sponsor al club per farsi ingaggiare, salvo poi non giocare mai. Fatto sta che il curatore fallimentare Nardo, dopo la messa in liquidazione del sodalizio di Via Barlaam, ha constatato che le aste indette per rilevare il titolo sportivo sono andate deserte. Il neo-sindaco Traversa, il presidente della Regione Scopelliti e quello della Provincia Ferro a quel punto si sono messi in moto per risollevare dalle ceneri la squadra sfruttando l’assist della retrocessione a tavolino del Pomezia. Ad essere cooptati sono stati i facoltosi imprenditori del reggino Cosentino (tutt’altro che nomen omen…) e Romeo. Hanno costituito il “Catanzaro Srl 2011” (l’aggiunta del 2011 nella ragione sociale è stata necessaria perché la Catanzaro Srl, ora pare in liquidazione, fu costituita nel 2006 quando Ippolito Chiappetta e i suoi collaboratori erano interessati a sfruttare il Lodo Petrucci per fare calcio sui Tre Colli, ndr) ed hanno ottenuto l’affiliazione alla Figc. L’intoppo si è verificato al momento dell’iscrizione per il pagamento di alcuni debiti federali che il curatore non avrebbe conteggiato correttamente. La conseguente esclusione dai campionati professionistici è già stata impugnata. Nel corso di una conferenza stampa congiunta tra Amministrazione Comunale e nuova dirigenza, aperta al pubblico e tenutasi domenica mattina alle 11 (un esempio di quando le cose si vogliono fare davvero…), sono state date garanzie ai supporter. “Proveremo in tutti i modi ad iscriverci in Seconda divisione, altrimenti il nostro progetto non cambierà ed allestiremo in D la stessa squadra che avevamo in mente per la C2” hanno detto Cosentino e Traversa davanti ai tifosi in visibilio. (cosenzachannel.it)

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