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Cosenza, tutti i motivi dell’esclusione

Cosenza, tutti i motivi dell’esclusione

Lungo l’elenco di violazioni della società. Dal mancato pagamento della fideiussione a tante infrazioni relative alle stagioni passate. Problemi anche per il San Vito.

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Un’azione dei Lupi durante il match di campionato con il Viareggio (foto rosito)

Ufficioso da domenica 10, ufficiale da martedì 18. Il Cosenza, dopo una stagione tribolata, è fuori dai campionati professionistici. Le motivazioni, comunicate dal Consiglio Federale dopo l’istruttoria svolta dalla Covisoc, hanno evidenziato il mancato rispetto della società silana dei criteri legali ed economico-finanziari. Troppe le infrazioni contestate al Cosenza che riguardano anche l’impianto del San Vito e che sono relative anche alle stagioni passate. Nel lungo elenco infatti si evidenziano il mancato pagamento del debito IVA relativo ai periodi d’imposta anni 2005, 2006 e 2008 e il mancato pagamento del debito IRAP relativo ai periodi d’imposta 1° luglio 2005-30 giugno 2006, 1° luglio 2006-30 giugno 2007, 1° luglio 2007-30 giugno 2008 e 1° luglio 2008-30 giugno 2009. In questo scenario, che evidenzia una società malata e non in regola, gestita maldestramente negli anni come si evince dalla lunga lista di infrazioni comunicate dal Consiglio Federale, sarebbe stato impossibile salvare un Cosenza che attende ancora di conoscere il suo destino. Questo il comunicato con la relativa delibera del Consiglio Federale.

“Il Consiglio Federale
•visti i Comunicati Ufficiali n. 158/A del 29 aprile 2011 e n. 178/A del 9 giugno 2011;
• visto l’esito della istruttoria svolta dalla Co.Vi.So.C. sulla base della documentazione prodotta dalla società COSENZA CALCIO 1914 S.r.l. e su quanto trasmesso dalla Lega competente, a conclusione della quale la Commissione ha accertato il mancato rispetto, da parte della stessa società, dei “criteri legali ed economico-finanziari”, previsti dal Titolo I) del Comunicato Ufficiale n. 158/A del 29 aprile 2011 , per i seguenti motivi:
mancato deposito dell’originale della fideiussione bancaria a prima richiesta dell’importo di € 300.000,00, come certificato dalla Lega Italiana Calcio Professionistico;
mancato deposito della relazione semestrale al 31 dicembre 2010, redatta secondo quanto previsto dall’art. 85, lettera C), paragrafo II) delle N.O.I.F., approvata dall’organo amministrativo e corredata dalla relazione sulla gestione e della relazione del collegio sindacale;
mancato deposito del prospetto contenente il rapporto PA, di cui all’art. 85, lett. C), paragrafo VII) delle N.O.I.F., determinato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2010;
mancato pagamento degli emolumenti dovuti, fino al mese di aprile 2011 compreso, ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo;
mancato pagamento delle ritenute IRPEF e dei contributi ENPALS riguardanti gli emolumenti dovuti, fino al mese di aprile 2011 compreso, ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo;
mancata presentazione della dichiarazione IVA relativa al periodo d’imposta anno 2009. Tuttavia risulta pervenuta la comunicazione IVA dalla quale emerge un debito d’imposta;
mancato pagamento del debito IVA relativo ai periodi d’imposta anni 2005, 2006 e 2008;
mancato pagamento del debito IRAP relativo ai periodi d’imposta 1° luglio 2005-30 giugno 2006, 1° luglio 2006-30 giugno 2007, 1° luglio 2007-30 giugno 2008 e 1° luglio 2008-30 giugno 2009.
• visto l’esito della istruttoria svolta dalla Commissione Criteri Infrastrutturali, sulla base della documentazione prodotta dalla società COSENZA CALCIO 1914 S.r.l. e su quanto trasmesso dalla Lega competente, a conclusione della quale la Commissione ha accertato che lo Stadio S. Vito di Cosenza non rispetta i requisiti infrastrutturali di tipo A, previsti dall’allegato C) del C.U. n. 158/A del 29 aprile 2011, come modificato dal C.U. n. 178/A del 9 giugno 2011, per i seguenti motivi:
Art.1 Terreno di gioco: Presenza di ostacoli nella fascia di sicurezza;
Art.4 Panchine: Panchina quarto uomo da posizionare a norma;
Art.8 Spogliatoi squadre: Mancano le lavagne;
Art.10 Infermeria: Mancano il telefono e la bombola d’ossigeno;
Art.11 Antidoping: Il locale deve essere attrezzato e suddiviso secondo la norma;
Art.13 Requisiti stadio: Mancato rispetto Det.17/2009: la società di ticketing (Cosenza Calcio in proprio) non risulta certificata con l’Agenzia delle Entrate. Non presente il piano per il mantenimento delle condizioni di sicurezza.
•viste le comunicazioni in data 8 luglio 2011, con le quali la Co.Vi.So.C. e la Commissione Criteri Infrastrutturali hanno informato, ciascuna per quanto di competenza, la società COSENZA CALCIO 1914 S.r.l. di avere accertato, a suo carico, la mancanza dei suddetti requisiti richiesti per l’ottenimento della Licenza Nazionale, ai fini dell’ammissione al campionato di Seconda Divisione 2011/2012;
•constatato che, avverso tali decisioni negative, la società COSENZA CALCIO 1914 S.r.l. non ha presentato ricorso, nel termine di decadenza all’uopo fissato dal Comunicato Ufficiale n. 158/A del 29 aprile 2011;
•rilevato che le decisioni negative della Co.Vi.So.C. e della Commissione Criteri Infrastrutturali sono divenute, dunque, inoppugnabili e che pertanto la società non ha soddisfatto tutte le condizioni e i requisiti necessari per l’ottenimento della Licenza Nazionale per la stagione sportiva 2011/2012, ai fini dell’ammissione al campionato di competenza;
•su proposta del Presidente Federale, visti l’articolo 12 della legge n. 23 marzo 1981, n. 91
e gli artt. 3, 8 e 27 dello Statuto
d e l i b e r a
di prendere atto della intervenuta non concessione alla società COSENZA CALCIO 1914 S.r.l. della Licenza Nazionale 2011/2012 e della conseguente non ammissione della stessa al campionato di Seconda Divisione (stagione sportiva 2011/2012)
“. (Francesco Palermo)

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