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Basta ostentare ricchezza!

Basta ostentare ricchezza!

Settima puntata della nostra rubrica “Riceviamo&Pubblichiamo”. Questa settimana pubblichiamo la lettera di un tifoso che chiede ai soci del Cosenza di non fare proclami ma di garantire un futuro al calcio cosentino.
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Questa settimana diamo spazio alla lettera di un tifoso che invita la nuova compagine societaria del Cosenza a rapportarsi in maniera trasparente alla tifoseria senza sentirsi costretta a fare delle promesse che puntualmente non possono essere mantenute. “Gentile Direttore. Scrivo da settimane con la speranza che il mio scritto venga preso in considerazione. Il mio è uno sfogo da tifoso che da più di venti anni segue il Cosenza. Possibile che chi si avvicini al mondo del calcio debba ostentare ricchezza? Noi siamo i più poveri d’Italia. E non solo. Quei pochi soldi che abbiamo li spendiamo male. Possibile che ogni presidente del Cosenza debba parlare di serie A e promozioni a go-go. Ma dico io è segna di debolezza dire alla gente che si è poveri e che non si può fare il passo più lungo della gamba? E vergogna dire ai tifosi che c’è un budget X da poter spendere e che oltre non si può andare per non minare il futuro della società? Il giorno che vedrò un presidente sedersi ad un tavolo e dire la verità evitando di ostentare ricchezza sarà il giorno della rinascita del Cosenza. Fino a quel giorno saranno tutte minestre riscaldate”.
Emilio Cuconato

Caro Emilio
Nel calcio di oggi tutti vogliono tutto e subito: presidenti e tifosi. I presidenti vogliono guadagnare in maniera veloce, i tifosi pretendono la vittoria e le promozioni ogni anno. E’ il calcio italiano che continua ad ostentare ricchezza. Una ricchezza che è venuta meno già tanti anni fa. Per quanto riguarda il Cosenza mi trovi d’accordo. E’ paradossale pensare che si voglia conquistare i tifosi con le parole senza poi trovare riscontro nei fatti. La cosa migliore sarebbe quella di volare basso, garantire l’esistenza del club negli anni cercando, strada facendo, di costruire delle fondamenta adeguate che permettano successi sul rettangolo verde. Del resto, per come è diventato il calcio moderno, le promozioni non si conquistano più col gesto tecnico ma con i bilanci. Pensiamo alle tante società che fino a qualche anno fa ristagnavano in serie D (vedi Nocerina) e che in un paio di anni si sono ritrovate catapultate in serie B. La speranza è che, finalmente, sia arrivata l’era della trasparenza. Dire alla gente quello che si è e non quello che si spera di diventare. Essere umili per ritrovarsi domani a gioire per una promozione o a ripartire più forti di prima qualora non si riesca, malauguratamente, a tagliare il traguardo da primi. Non bisogna sentirsi in dovere di fare promesse ai tifosi (esigenti). Si assaporerebbero meglio le vittorie. Perché è giusto sottolinearlo: nulla è dovuto!
Piero Bria

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