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Per rinascere servono pazienza e fair-play finanziaro

Per rinascere servono pazienza e fair-play finanziaro

Ottava puntata della nostra rubrica “Riceviamo&Pubblichiamo”. Questa settimana pubblichiamo la lettera di un tifoso che crede nel progetto della nuova società rossoblù grazie anche alla figura dell’ex capitano e del tecnico.
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Continua il nostro viaggio tra le tante mail che giungono in redazione. Questa settimana è il turno di un tifoso che pone l’accento sull’importanza di affidare il nuovo progetto a gente qualificata come Fiore e Patania e non solo. “Egregio Direttore. Sono Giovanni Arcuri originario di Acri e da sempre tifoso del Cosenza. Il lavoro mi ha portato lontano dalla mia terra ma grazie al suo sito riesco ugualmente a seguire il mio amato Cosenza. E’ da più di 30 anni che porto i colori rossoblù addosso. Quello che ho vissuto in quest’ultima annata è stato a dir poco allucinante. Non voglio scrivere però di quanto è successo e di chi è la colpa. A me come a tanti tifosi preme che questa gente non torni più a rovinare la nostra passione. Il presente si chiama Fiore con Patania. Io stimo il mister perché ha mostrato di essere competente sin da quando allenava le giovanili del Cosenza. Non so come mai non gli sia stata data prima l’opportunità di allenare i lupi. Dovunque è andato ha fatto bene con giovani che sono stati valorizzati. Come dicevo prima anche Fiore è una figura che da garanzie. La serietà dell’uomo oltre che del calciatore mi danno la possibilità di sperare che finalmente qualcosa può cambiare per la nostra squadra del cuore. Fiore conosce Cosenza ma soprattutto è uno che ha fatto calcio ad alti livelli e può riconoscere grandi talenti in ragazzi di 15 anni ma può anche avere rapporti con società di serie A e trovare i canali giusti per farci apprezzare anche nel palazzo (che non ha mostrato di amarci molto negli ultimi anni). Insomma ho fiducia in questo progetto anche non conoscendo i soci del nuovo Cosenza. L’importante è che si facciano le cose piano piano e bene. Come ho pazienza io l’avranno tutti i veri tifosi del Cosenza. E un giorno andremo in serie A”.
Giovanni Arcuri

Caro Giovanni
Le figure da te menzionate (Stefano Fiore ed Enzo Patania) sono più di una garanzia. Il discorso che voglio affrontare, però, è soprattutto in riferimento all’ultima parte del tuo scritto. Non scriverei nulla di nuovo nel lodare il capitano o l’allenatore. Starei qui a ripetermi. Mi soffermo soprattutto sul tuo ultimo concetto. Un concetto di un’importanza vitale, soprattutto per gli anni a venire. Il termine “pazienza” non è molto caro alla Cosenza calcistica così come al mondo del calcio attuale. L’unico modo per consentire a Fiore e Patania di lavorare al meglio e costruire (seriamente) qualcosa è quello di aspettare pazientemente che quanto seminato oggi fiorisca in futuro. L’altra componente fondamentale è che, a livello societario, si riesca a sopperire a tutte le difficoltà che si incontreranno lungo il percorso. Oggi festanti ridiamo e siamo fiduciosi. Ma il futuro, si sa, nasconde sempre delle inside. Ed è bene che i nuovi soci lo sappiano. Il momento di crisi delle società di calcio in Italia non ha insegnato nulla a nessuno. Chi fa calcio, a livelli bassi, non riesce a “sopravvivere” più di qualche anno ed ha poca propensione al “fair play finanziario”. La rinascita del Cosenza deve basarsi su queste due componenti. Alle garanzie di oggi (Fiore e Patania) bisognerà aggiungere le certezze di domani (pazienza dei tifosi e fair play finanziario della società). Solo così la rinascita avrà un senso.
Piero Bria

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