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L’ex Galantucci: “Vittoria meritata”. Perrelli: “Noi avanti col cuore”

L’ex Galantucci: “Vittoria meritata”. Perrelli: “Noi avanti col cuore”

L’attaccante campano, match-winner di giornata, spiega: “Non mi sembrava giusto esultare in una città dove vivo e dove ho tanti amici”.

acri-cosenza

Un’azione di Acri-Cosenza. Tedesco prova la sforbiciata (foto mannarino)

Un gol che vale tre punti. Infallibile da dischetto Alessio Galantucci (30). L’attaccante salernitano ha regalato altri tre punti d’oro alla squadra di Ferraro. Nessuna esultanza per l’ex giocatore del Cosenza che, in sala stampa, spiega. “Non mi sembrava giusto esultare in una città dove vivo e dove ho tanti amici. Lo avevo già annunciato in settimana che, qualora avessi segnato al Cosenza, in segno di rispetto avrei evitato qualunque forma di esultanza. Sono una persona fatta così”. Poi sul match precisa. “Dovevamo rifarci dopo la sconfitta di Licata. Domenica scorsa è stato un incidente di percorso. Abbiamo pagato il cattivo approccio alla gara. Questo ci è servito per tenere botta al Cosenza che ha giocatori di categoria superiore e sono sicuro che lotterà per vincere il campionato”. Il revival del match per Galantucci. “Abbiamo giocato come dovevamo. Avevamo preparato la gara con pressing alto sui difensori per evitare al Cosenza di impostare il gioco da dietro. Il lavoro settimanale è stato premiato e siamo riusciti a passare in vantaggio seppur su calcio di rigore. Poi, rimasti in dieci uomini, abbiamo saputo soffrire. Questo è lo spirito che dobbiamo avere. Se giochiamo così sarà dura batterci per chiunque. Con questo non voglio dire che siamo la squadra migliore del campionato ma solo che, se ognuno da il cento per cento, sarà difficile per gli avversari vincere con facilità”. E a chi gli ricorda i tanti interventi di Di Iuri, Galantucci risponde. “Di sicuro ha fatto dei grandi interventi ma credo che a tutti vadano fatti i complimenti”. Dopo aver affrontato e battuto Cosenza e Messina, anche all’attaccante campano viene chiesto di paragonare le due squadre più quotate per la vittoria del campionato. “Credo che i silani siano meglio sul piano del palleggio. Credo che il Cosenza sia più squadra rispetto al Messina” Chiusura dedicata ai tifosi silani. “E’ un momento difficile ma il loro calore può permettere ai giocatori di risollevarsi e fare risultati importanti”. Un altro ex gioisce dopo una dura lotta in mezzo al campo.
PERRELLI. Maurizio Perrelli (36), motorino inesauribile del centrocampo rossonero, è stato fondamentale per cercare di spezzare le manovre rossoblù. A fine gara, l’ex giocatore del Cosenza, ammette. “Contro il Cosenza non potevamo che fare una partita di cuore. Sulla carta siamo inferiori ed abbiamo cercato di giocare con le armi a noi più congeniali. Cuore e personalità ci hanno permesso di dare battaglia su ogni pallone”. Poi racconta un aneddoto. “A fine gara sono andato d’istinto a salutare i tifosi del Cosenza nel ricordo di grandi momenti passati insieme. E’ giusto sottolineare, però, che anche il pubblico di Acri ha mostrato una grande maturità. Insomma è stata una splendida giornata di sport. Una cartolina per tutto il movimento calcistico italiano”.
SCARAMUZZO. A fine gara anche il presidente rossonero, Scaramuzzo, ha voluto dire la sua. “I silani sono una corazzata a livello del Messina. L’Acri ha fatto una grande gara e se gioca come oggi può anche vincere il campionato. Certo, sappiamo quelle che sono le nostre potenzialità, e dobbiamo volare basso”. Il patron rossonero, in chiusura, precisa. “La nostra società non vuole essere una meteora e fallire come sta succedendo spesso a molte realtà. Nel nostro piccolo cercheremo di fare quello che è nelle nostre possibilità. L’Acri, e i tifosi acresi lo sanno, è di tutti. Noi vogliamo coinvolgere tutti per cercare di vivere una bella avventura. Lo spettacolo sugli spalti? Vi racconto una cosa che nessuna sa. I nostri tifosi hanno invitato i tifosi del Cosenza per vivere il pre-match in allegria e partecipare ad una giornata di festa. Questo a testimonianza di come deve essere vissuto il calcio”.  (Gianpaolo D’Elia)

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