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Patania: “Voglio una squadra più cattiva”

Patania: “Voglio una squadra più cattiva”

Il tecnico silano, espulso nella ripresa, è duro con i suoi: “Serve più personalità. Bisogna giocare il pallone e non avere paura”. E sui tifosi ammette: “Meritano molto di più”.

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Il tecnico del Cosenza Enzo Patania in panchin ad Acri (foto mannarino)

E’ l’Acri a sorridere. Un rigore di Galantucci decide un derby tirato dove il Cosenza ha provato a raddrizzare l’incontro ma è mancato di incisività sotto porta. E’ un Enzo Patania col volto tirato quello che si presenta in sala stampa. Il tecnico silano ammette. “Siamo partiti bene nel primo quarto d’ora. Soprattutto nell’uno contro uno sembravano superiori. All’inizio siamo riusciti a fare quello che abbiamo provato in settimana. Poi inspiegabilmente tutto è cambiato. Non capisco quest’ansia, questa paura. Abbiamo iniziato a giocare con lanci lunghi pur non avendo delle torri per fare questo gioco. Abbiamo perso una partita senza che l’Acri facesse un tiro in porta”. Sul rigore concesso ai padroni di casa, Patania precisa. “Dobbiamo evitare di fare dei falli del genere. Rigore generoso? Cosa dire, credo che questi arbitri devono crescere così come la mia squadra”. Ritornando all’analisi del match Patania commenta una ripresa non del tutto entusiasmante. “Nella riprea dovevamo cercare il giro palla per stancarli. Purtroppo, però, non ci siamo riusciti. Poi ho inserito Caputo per cercare di dare manforte avanti. Di sicuro meritavamo qualcosa in più ma purtroppo dobbiamo accettare il risultato del campo”. Poi una tirata d’orecchie ai suoi ragazzi. “Voglio una squadra più cattiva e con più personalità. Romano e Provenzano dobbiamo cercarli di più. Tedesco in ombra? Purtroppo non sta bene e deve lavorare, così come Romano”. A chi gli chiede se alla squadra manchi una punta di riferimento Patania risponde. “Non credo. Il problema è di atteggiamento. Non bisogna rinculare e lanciare palloni in avanti. Dobbiamo giocare e dimostrare di avere personalità”. Chiusura dedicata ai tifosi silani. “Li ringrazio pubblicamente per il calore incessante ed il grande attaccamento. Meritano tanto, ben altro che non di vivere gare come queste”.
QUAGLIO. Pensieri e parole, a fine gara, anche per il dirigente l’avvocato Quaglio. “Dispiace non essere riusciti a sfruttare la superiorità numerica. Certo di fronte avevano un Acri che si giocava la partita dell’anno. Bisognerà restare con i piedi per terra e fare tesoro di queste partite. Consentitemi di fare i complimenti alle due tifoserie e alla maturità del pubblico cosentino”.
Antonello Greco

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