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Le sconfitte che aiutano a crescere

Le sconfitte che aiutano a crescere

l’editoriale di Piero Bria –
La sconfitta di Acri non deve demoralizzare società, squadra e tifosi. Le ferite si curano e le cicatrici sono utili per non dimenticare. E’ necessario accettare le sconfitte senza trovare attenuanti. E’ così che si forma un carattere forte.

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I rossoblù ad Acri con i suoi tifosi alle spalle con lo stendardo 1914 (foto mannarino)

Di solito si ricordano le date dei successi, delle gioie, dei traguardi sognati e finalmente raggiunti. A volte, però, è necessario ricordare anche le sconfitte perché, il più delle volte, è dalle sconfitte che si pongono le basi per ripartire più vogliosi e più forti che mai. Perdere fa male ma, allo stesso tempo, può servire per risollevarsi e capire quelli che sono i propri limiti. Può essere la molla per ripartire e capire dove si è sbagliato. Di sicuro è necessario imparare a sopravvivere alle sconfitte. E’ in quei momenti che si forma il carattere. E’ nelle difficoltà che bisogna trovare la forza di andare avanti e differenziarsi dagli altri. Qualcuno diceva: “Mai avere grandi aspettative per non avere grandi delusioni”. Eppure quando ognuno è se stesso e sa riconoscere i propri limiti, sa fare tesoro delle esperienze passate, sa capire quando ha toccato il fondo e deve risalire. E’ lì che scopre che la forza è data dalle difficoltà che ti si pongono dinanzi. Troppo comodo avere tutto pronto e ben servito, ben vengano le sconfitte se servono a crescere. E allora basta rimuginare sulla sconfitta di Acri, sulla punta che manca o trovare altre attenuanti. Bisogna accettare la sconfitta, fare tesoro degli errori e unirci (squadra, società e tifosi) più forti di prima. Quando si arriva a toccare il fondo o si reagisce o ci si lascia andare. Solo reagendo si dimostra la propria forza. Cosenza, nella sua storia, ha dovuto accettare molte, troppe sconfitte. Ma questa volta può e deve essere diversa dalle altre. Se una nuova rinascita è iniziata è giusto che sia diversa da ogni altra. E lo spirito che dovrà accompagnarla sarà quello di una città ferita ma mai doma.

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