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Cosenza, il bicchiere è mezzo pieno

I rossoblù sarebbero potuti tornare a casa con i tre punti se la sorte non fosse stata avversa. Ma aver raddrizzato una partita persa la dice lunga sulla grinta che trasmette Patania.

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I Lupi festeggiano dopo il pareggio siglato da Romano in zona Cesarini (foto saya)

Trasferta amara o un punto guadagnato? Ci si interroga ancora e forse trovare una risposta sarà difficile. Il Cosenza torna da Acireale con un pareggio in una gara che poteva andare diversamente. Bisogna prendere il buono però. E il buono di questa gara, la più classica delle partite da Serie D, è rappresentato dal punto raccolto in trasferta e dalla prestazione della squadra. Meritava di più la compagine di Patania che partita dopo partita sta dimostrando di esser capace di inculcare la sua mentalità vincente e combattiva al gruppo. E la squadra ha dimostrato di avere una voglia matta di vittorie e, soprattutto, di giocare al calcio. Nel primo tempo infatti per venti minuti i padroni di casa si sono rintanati nella propria area di rigore, salvati in tante occasioni dal proprio portiere, in giornata di grazia. Proprio in quel momento arriva il gol dell’Acireale che manda tutti negli spogliatoi con la consapevolezza, se ancora ce ne fosse bisogno, che in campi come questi bisogna lasciare il fioretto e impugnare la spada. E la seconda frazione parte con lo stesso copione ma con i rossoblù che non mollano un pallone e continuano a collezionare corner. Il dato è schiacciante e la dice lunga. I silani hanno battuto un calcio d’angolo ogni sei minuti. Quindici in novanta minuti. L’espulsione di Fiore però avrebbe spento le speranze di qualsiasi squadra. Non dei lupi però che fino al novantesimo hanno lottoto e al novantaduesimo hanno riacciuffato una gara strana, dura e complicata. L’abbraccio di Patania ai suoi la dice lunga perché questo Cosenza ha carattere. Del match con l’Acireale resteranno però diverse tracce. La prova di Rapisarda, sempre meno under nonostante l’età. La grinta di una squadra che non molla mai e soprattutto i soliti errori che non fanno tanto male ad un gruppo che dimostra di saper lavorare per correggere le proprie mancanze. Il Cosenza è squadra costruita per far bene e domenica dopo domenica il gruppo si sta trasformando in una vera e propria squadra, pronta, lo dicono i numeri e le dichiarazioni di tutti i tecnici costretti a fare i conti con gli uomini di Patania, a lottare ai vertici della classifica. Una prestazione a dir poco sfortunata, contro una squadra che ha badato a difendersi, che spesso ha perso tempo per portare a casa i tre punti può starci, specie se i rossoblù non hanno mai smesso di crederci. Resta solo una cosa da capire. Anzi da imparare al più presto. Da Acri fino a Marsala, passando per i terreni di gioco in terra battuta e in match come quello di ieri, i rossoblù troveranno sempre la stessa indicazione sui cancelli di tutti i campi. “Cosenza bentornato nel mondo della Serie D”. (Francesco Palermo)

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