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San Vito, addio tornelli e biglietti nominativi

San Vito, addio tornelli e biglietti nominativi

Il Cosenza come noto ha fatto la richiesta per ridurre la capienza dello stadio a 7500. Contro il Palazzolo è pressoché certo che si tornerà all’antico. Ma forse già domenica…

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I tifosi del Cosenza al D’Ippolito. Lì non è previsto biglietto nominale

Qualche settimana fa avevamo spiegato che la società rossoblù aveva fatto richiesta per ridurre la capienza dello stadio San Vito a 7500 spettatori. Questo perché, considerato il bassissimo afflusso di gente che non ha mai superato le 1500 presenze nelle gare casalinghe, dalla riduzione ad un terzo si potrebbero trarre dei vantaggi economici. Il primo riguarda il servizio d’ordine che secondo le normative vigenti in Lega Nazionale Dilettanti non impone l’obbligo degli steward per impianti di dimensioni ridotte. Al posto degli uomini con le pettorine, toccherebbe a Polizia e Carabinieri garantire la sicurezza all’esterno dello stadio. In più, qualora la Questura ne rilevi la necessità individuando un match ad alto rischio e segnalandone il grado di pericolosità, ha facoltà di predisporre misure particolari per garantire la sicurezza agli spettatori e il normale svolgimento della partita. Di pari, verrebbero eliminati anche i biglietti nominativi perché non previsti per gli stadi che contengono fino a 7500 spettatori. Si tornerebbe all’antico con i tagliandi preconfezionati sui quali venivano stampati soltanto i loghi e i nomi delle due squadre, il campionato d’appartenenza e il giorno del match. Questo renderebbe inutile anche l’impiego dei tornelli eliminando le consuete code per accedervi. Sempre che i tifosi del Cosenza inizino ad affollare i gradini del San Vito e sostenere gli uomini di Patania (co. ch.)

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