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Vogliono la sua testa!

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l’editoriale di Piero Bria
Gli attacchi ad Enzo Patania sono volti a ricreare un vecchio clima che, con Fiore, sembra ormai alle spalle. Come diceva uno striscione in curva Sud anni fa: “Il Cosenza si ama, non si discute”.

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Enzo Patania (56) allenatore del Cosenza (foto mannarino)

Siamo con Stefano Fiore e soprattutto, siamo con Enzo Patania. Non a prescindere, sarebbe da sciocchi. A differenza di altri crediamo nel lavoro che sta svolgendo lo staff tecnico a prescindere dal risultato del campo. C’è un dato che deve far riflettere tutti. Il calcio, in Italia, è cambiato. Le promozioni a fine stagione non si conquistano arrivando primi, o quantomeno non solo (leggi ripescaggio). Le classifiche sono state stravolte dalla Covisoc e dalle varie inadempienze dei club. Del resto, proprio noi, dovremmo saperne qualcosa. Eppure sembra che il passato non ci abbia insegnato nulla. Continuiamo in una guerra tra poveri che dimostra la nostra piccolezza e, soprattutto, è la cartina tornasole di quello che siamo diventati: una realtà dilettantistica. Qualcuno potrebbe obiettare e dire che, fino ad ora, la società non è mai uscita allo scoperto dettando le linee guida del suo progetto. Una verità di cui parla proprio Stefano Fiore nell’intervista in esclusiva rilasciata a Cosenza Channel e che potrete vedere questa sera alle 21 nel corso della trasmissione Tackle e, in versione integrale, dalle ore 22. Fiore sottolinea come “questa sia una società giovane e che deve capire ancora alcuni meccanismi fondamentali del mondo del calcio”. A voler dire che, soprattutto per una piazza come Cosenza, è molto meglio operare e bene dietro le quinte invece di ammaliare una tifoseria che di parole e di promesse, in questi anni, ne ha sentito fin troppi. Crediamo nel progetto di Stefano Fiore perché sappiamo quello che Fiore ha rappresentato nel panorama del calcio italiano e soprattutto perché, uno come lui, in una situazione del genere ha solo da perdere e ben poco da guadagnare. Così come crediamo nel lavoro di Enzo Patania che deve essere sereno e plasmare la sua squadra senza l’ossessione di dover vincere. I vari attacchi che Patania sta subendo in questi giorni sono dettati dalla voglia, di alcuni, di far rientrare in pista vecchi personaggi cercando di creare delle crepe all’interno dello staff dirigenziale. L’obiettivo è quello di colpire l’anello debole della catena, Patania, per far fallire il progetto di Fiore e ricreare alcune situazioni simili alle passate stagioni. Ma questa volta è giusto che Cosenza capisca chi sono i buoni e, soprattutto, quelli che sono i cattivi e che non vogliono il bene del Cosenza. Ricordo uno striscione che campeggiava in curva tanti anni fa: “Il Cosenza si ama, non si discute”. E allora l’auspicio è che, tutti nessuno escluso, stiano vicino a Fiore cercando di alimentarne l’entusiasmo e la voglia di riportare il Cosenza tra i professionisti. E non dimentichiamoci che la più grande vittoria che bisogna conquistare è avere una società solida che, a fine stagione, riesca a presentare un bilancio idoneo ad un “quasi certo” ripescaggio.

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