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Cosenza, eppure qualcosa di buono si è visto…

Cosenza, eppure qualcosa di buono si è visto…

Palla a terra il Cosenza ha messo in evidenza gioco e trame. La rete di Mosciaro è stato il coronamento di una fitta rete di passaggi. Però è tempo di finirla coi regali.

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Veronese, Caputo e Potestio contrastati da Romeo (foto mannarino)

“Il Cosenza alle prime difficoltà si sgretola”. L’analisi di Enzo Patania nel post partita è tutta in una frase che non ha bisogno di molte interpretazioni. La lettura del tecnico non lascia spazio alla fantasia e per chi quotidianamente allena sul campo i piedi e le trame di gioco di una squadra, non è facile valutare l’andamento di una gara come quella che i silani hanno pareggiato al San Vito. Eppure si era visto un bel Cosenza. Una squadra che nel primo tempo ha mostrato un passo in avanti notevole sul piano del gioco. Palla a terra i rossoblù hanno fatto la differenza e il Palazzolo, compagine che prima della gara di ieri aveva collezionato ben sette cartellini rossi, non riusciva a fermare gli avversari ne con le buone e ne con le cattive. Il gol di Mosciaro, un lampo che ha fatto stropicciare ai tifosi rossoblù gli occhi nel grigiore della Serie D era il premio ad un lavoro di una squadra tutta polmoni e giocate che in quarantacinque minuti ha costruito tanto. Poi gli episodi hanno invertito l’andamento della gara. Tedesco prima regala un penalty alla compagine di Anastasi e poi cede alle provocazioni dei siciliani e colpisce un avversario lasciando i suoi in dieci. Una mazzata per chiunque sull’uno a uno, contro un Palazzolo che in contropiede sa far male. Ne viene fuori però un altro pareggio, in una gara che si poteva vincere sia bene chiaro ma che, in inferiorità numerica dopo aver dato tanto in campo, si poteva anche perdere. La grinta non si allena è vero. Così come è vero che in uno sport maledettamente complicato come il calcio, il gruppo fa la differenza ma anche un singolo può rovinare la prestazione di altri dieci calciatori. Ed è proprio lì che esce fuori il carattere della squadra. I numeri infatti qualcosa la dicono. Il Cosenza ieri ha giocato parte del secondo tempo in dieci, senza Romano e Mosciaro infortunati e con bene sette under in campo. Ha rischiato il colpo del ko ma non ha mai rinunciato a lavorare ai fianchi gli avversari provando anche a vincerla. Non è solo un dato statistico quello degli under ma è la risposta a chi parla di un pacchetto di giovani sopravvalutati. E invece no. Rapisarda è un motorino instancabile e cambia ruolo senza che la squadra ne risenta. Veronese non brilla ancora ma non sfigura. Biondo e Caputo appena entrati si battono senza paura e Franza, classe 1993, blinda la porta guadagnandosi nuovamente la palma di migliore in campo. Intanto sulla mediana si muove Potestio, non un under ma un giovanotto di belle speranze e, in tanti, si chiedono dove fosse stato quel calciatore tutto grinta e qualità fino a prima del match. Purtroppo è vero, nel calcio contano i risultati ma è fondamentale capire che questa squadra è stata costruita con una precisa logica. Giocatori esperti e under di qualità, di talento, allenati da un mister che sa lavorare con i ragazzi e riesce a motivarli bene. Chi vede gli allenamenti quotidianamente può dirlo forte e i risultati si vedono. Manca però la grinta è vero. E in questa categoria il carattere e la voglia di mangiare l’erba fanno la differenza. Ora arriva il test più difficile. Il Marsala in una gara che i lupi affronteranno senza Tedesco, e quasi sicuramente Romano e Mosciaro. Sarà una partita maledettamente complicata ma potrebbe anche essere il banco di prova per testare gli attributi di questa squadra. Così come hanno chiesto i tifosi ieri, in vista di una nuova sfida che in una situazione difficile potrebbe far compiere ai silani lo scatto giusto in vista dei mesi caldi di questo torneo. (Francesco Palermo)

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