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Vi piace vincere facile!

Vi piace vincere facile!

l’editoriale di Piero Bria –
Per alcuni è inconcepibile la sconfitta perché “siamo il Cosenza”. Tra tanti controsensi ed una certezza: una crescita calcistica è impossibile in questa città.

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foto tratta da www.fotocommunity.it

Si pretende di vincere perché “siamo il Cosenza”. Al diavolo gli avversari che, undici come noi, non possono pensare minimamente di avere la meglio contro una squadra blasonata come la nostra che, negli ultimi sessanta (60) anni, ha disputato ben 15 campionati di IV serie, 28 di serie C e 19 di serie B. Si tratta di dati certi e che, vuoi o non vuoi, rendono l’idea della “megalomania” dilagante in città. E il controsenso più assurdo è che dei 19 anni passati in cadetteria ben 9 sono figli della gestione Pagliuso. Rinnegato quest’ultimo, e sappiamo tutti i motivi, sarebbe giusto rinnegare anche quegli anni in cui eravamo ad un tiro di schioppo dalla serie A. Peccato che, la massima serie, nella nostra storia non l’abbiamo mai vista tranne qualche fugace apparizione del Milan (amichevole) o dell’Inter e della Juventus (Coppa Italia). Ma cosa dovrebbero dire a Vercelli dove per sette (7) volte sono stati campioni d’Italia ed ora latitano in Lega Pro? Sarebbe opportuno uscire dalla palla di vetro, tutti, ed essere più umili. Sostenere questo progetto, il progetto di Stefano Fiore, vuol dire dare il tempo di costruire delle fondamenta solide. E’ come se chiedessimo che un palazzo, il più bello di tutti, venga costruito in una settimana. Assurdo non credete? E allora stringiamoci attorno al Cosenza, non perché vince e convince, ma perché è una fede che vale molto più di una vittoria e di una promozione. E soprattutto finiamola di dire “siamo il Cosenza” e “dobbiamo vincere”. Non è scritto da nessuna parte che si “vince facile”.

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