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Ora tocca a te! Perché la fede non ha tempo…

Ora tocca a te! Perché la fede non ha tempo…

L’iniziativa, partita dall’Avvocato Antonio Pallo, vuole coinvolgere tutta la città e la provincia per far capire che, seppur lo stadio è ormai deserto, l’amore per il Cosenza non è mai morto.
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Una bandiera, una sciarpa, un qualcosa che abbia due colori: il rosso e il blu. Un drappo da appendere ai balconi di casa nostra e lasciare lì. Per amore, per una fede che non ha tempo. Un drappo che sarà in bella mostra e che resisterà a tutte le intemperie. L’iniziativa, partita dall’Avvocato Antonio Pallo nel corso dell’ultima puntata di Tackle su Cosenza Channel, ha un significato importante. Far capire a questa società e non solo che i tifosi del Cosenza sono tanti! Dovremo impegnarci tutti. Il passaparola dovrà essere costante così da tappezzare la città di rosso e di blu. Quasi come se dovessimo festeggiare una promozione. Dovremo dare l’impressione, a tutti, che l’amore per il Cosenza c’è e continuerà ad esserci. Al diavolo le presenze (misere) che ogni domenica si registrano allo stadio San Vito. C’è un aneddoto raccontato dal nostro direttore Piero Bria nell’ultima puntata di Tackle e che fa riferimento all’ultima gara del Cosenza in serie B nel 2003. Si giocava al Ferraris di Genova. “Era il 7 giugno del 2003. Arrivo a Genova per commentare una gara tra due squadre retrocesse: il Genoa ed il nostro Cosenza. Pensavo di trovare una città desolatamente vuota e invece…mi ritrovai sommerso dai colori dei Grifoni. Una marea di bandiere, sciarpe e balconi dipinti di rossoblù. Rimasi di stucco. Sembrava che si festeggiasse una promozione. Quel giorno, ribadisco che il Genoa era retrocesso in C, fu indetta la “giornata rossoblù”. A testimonianza di come una fede non si misura in base ad una categoria o ad una vittoria. Fu una giornata che non dimenticherò mai. Ma la cosa più bella è che entrando a Marassi mi ritrovai di fronte a 35mila persone. Può sembrare assurdo, ma quel giorno, ero fiero di essere un tifoso del Cosenza e dissi dentro di me: “Ecco cosa significa senso di appartenenza”. Quel Genoa-Cosenza, finito 3-0 per i padroni di casa, non fu una partita ma una festa in un giorno da dimenticare”. Qui si chiede solo di rispolverare qualche bandiera o sciarpa lasciata chissà dove dopo tante delusioni per dimostrare, a chi ha in mano il Cosenza, quanti siamo e quelle che sono le reali potenzialità di una tifoseria che ha fatto la storia in Italia. Non si chiede nulla a nessuno se non dimostrare di essere tifosi del Cosenza. Saremo noi i primi a dare l’esempio con la speranza di non innescare sciocche gelosie e chissà cosa. Non vogliamo sponsorizzarci, badate bene, ma solo cercare di far uscire la città da un’apatia disarmante. Ed è per questo che chiediamo sostegno anche al Forum Cosenza United oltre che alle testate Quotidiano della Calabria, Calabria Ora, Gazzetta del Sud, Cosenza Sport, Forza Cosenza, Magico Cosenza, Corriere Sportivo, Nuova Cosenza, Corriere di Calabria, tutti i Club di Cosenza e provincia oltre che a tutte quelle persone che tramite Facebook, Twitter riusciranno a smuovere le coscienze di tutti. Uniamoci, dopo tanto tempo, in nome del Cosenza. Seppur con idee diverse abbiamo tutti un punto in comune: l’amore per la nostra squadra del cuore. Dimostriamolo a partire da oggi!
redazione cosenzachannel.it

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