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Il Brutium cambia allenatore. Ma vince il “collettivo”

Il Brutium cambia allenatore. Ma vince il “collettivo”

L’avvicendamento è stato deciso in una partecipata assemblea nella maniera più democratica possibile. Da domenica in panchina ci sarà Luigi Malvasi, ex Morrone e Sp. Corigliano.
brutium
Il Brutium lancia un segnale forte. Ma non tanto al campionato di Terza Categoria, quanto al resto dell’ambiente. Lunedì sera è stato deciso il cambio dell’allenatore al termine di una significativa assemblea dove a prevalere è stata l’applicazione totale della democrazia. Proprio ciò che i ragazzi della Curva Nord avevano intenzione di esercitare sin dall’inizio della loro avventura. Un altro calcio è realmente possibile, pertanto, anche se a prima vista un esonero rappresenta un evento molto incline a prestare il fianco a critiche di ogni genere. Ma spesso il j’accuse non viene supportato da fatti e strumentalmente si ci limita a commentare la notizia in sé. La nota diffusa da coloro che calciano dal basso recita che “La dirigenza del Brutium Cosenza e il tecnico Mario Scarnato, dopo aver preso in esame i risultati maturati in questa prima parte di campionato e le prestazioni fornite dalla squadra, hanno deciso di interrompere il proprio rapporto di collaborazione. Altresì si ringrazia Scarnato per il lavoro svolto in questi mesi augurandogli le migliori soddisfazioni professionali. Tutti i soci del club rossoblù, riunitisi in assemblea, hanno quindi deciso di affidare la conduzione tecnica a mister Luigi Malvasi. Il nuovo allenatore ha sposato in pieno il progetto Brutium accettando l’incarico della guida della squadra a titolo gratuito“. Un comunicato asettico dove, oltre alla notizia dell’avvicendamento e che il nuovo coach non percepirà un centesimo, trapela ben poco. Invece c’è dell’altro. Tanto altro. Il progetto Brutium Cosenza nasce quale elemento di aggregazione, di dibattito e discussione sociale, tutte tematiche care alla Curva Nord. La decisione di creare una dimensione parallela al calcio moderno, riappropriandosi di spazi occupati (“militarmente”, direbbero loro) da sponsor e pay-tv, è stata sofferta. Ma sebbene i rossoblù esercitino un forte richiamo ad ogni partita (nell’ultima trasferta a Montalto con lo Sporting Rose c’erano 200 fan al seguito, ndr) e le presenze siano in costante crescita, per raccogliere i frutti della protesta servirà tanto tempo. E non ci sta scritto da nessuna parte che l’aspetto sportivo debba trascendere da quello sociale (un esonero è calcio, non calcio moderno). La proposta di affidare la panchina a Malvasi, ex tecnico della Morrone e molto apprezzato nei suoi trascorsi allo Sporting Corigliano, è stata posta al vaglio di un’assemblea partecipata e dove il voto di chicchessia valeva quanto quello di chi gli stava attorno. Indipendentemente dal ruolo occupato, dal tempo dedicato al progetto e dagli investimenti effettuati, la società Brutium Cosenza è orizzontale, senza capi e senza figli di un dio minore. Insomma, condividere per esistere collettivamente. E diamine: Que viva el Brutium e che viva el futbol rebelde!  (cosenzachannel.it)

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