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Nessun cenno del club. Il mercato del Cosenza non può ancora partire

Nessun cenno del club. Il mercato del Cosenza non può ancora partire

Serve chiarezza da parte della società. Intanto Fiore ha iniziato a guardare anche in Eccellenza per far fronte al budget che, qualora venisse concesso, probabilmente sarà molto basso.

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Il presidente Guarascio e l’amministratore delegato Quaglio (foto mannarino)

Nessuna chiamata è arrivata dalla società per comunicare a Stefano Fiore come muoversi sul mercato. Ad oggi la nota diramata dal club dopo la partita con la Valle Grecanica non ha trovato conferma nei fatti e, a due giorni dalla riapertura delle liste, l’ex azzurro non può intavolare nessuna trattativa. Questo perché non c’è un progetto da seguire, né una benché minima indicazione. Alla società, a questo punto, si chiede con estrema franchezza di rendere chiare le proprie intenzioni. Vincere da subito il campionato o programmare qualcosa come una cavalcata trionfale dal primo luglio in poi non fa molta differenza. Sono entrambe soluzioni valide che però devono essere supportate dai fatti. I nove soci rappresentano singolarmente la dirigenza più forte (economicamente parlando) che il Cosenza abbia mai avuto, ma ciò non significa che gli investimenti saranno copiosi. Sinora, infatti, è stato il contrario. Senza Guarascio, Silletta, Marchese e gli altri imprenditori il calcio in città sarebbe morto e di questo i tifosi gliene sono riconoscenti. Ma il tifoso è tifoso e non si è mai visto che in una categoria a cui sente di non appartenere, esprima felicità e soddisfazione per un banale ottavo posto. Anche perché i giovani più forti sono prestiti ottenuti grazie ai rapporti di Fiore col calcio che conta e su quelli di proprietà andrebbe fatto un lungo lavoro ad hoc… Fatto sta che basterebbe solo un pizzico di chiarezza e comunicazione in più. Nel frattempo, per quanto concerne il mercato, si stanno seguendo due direzioni. La prima ha portato a contattare calciatori di qualità che possono alzare il livello tecnico della rosa e che hanno un certo tipo di costo, la seconda invece ha indotto a sondare il terreno con alcuni elementi di categoria inferiore che però non sfigurerebbero in D e che forse aggiungerebbero rabbia agonistica alle domeniche del Cosenza. E’ opportuno, pertanto, fare un distinguo che potrebbe essere acuito, come appare probabile, da ciò che il club dirà a Fiore e Leonetti: rescindere con alcuni atleti presenti in organico, fare cassa e utilizzare quanto risparmiato per sostituire adeguatamente le pediine. Insomma, un po’ come il cane che si morde la coda. Mimmo Zampaglione (26) è in prestito a Latina, ma ha un contratto col Chievo. Per scendere in D dovrebbe rescindere con gli scaligeri ed ha spiegato sia ai rossoblù che all’Hinterreggio di non averne per adesso intenzione. Più facile sicuramente arrivare ad Alberto Maglione (18), Mario La Canna (34) o ad Andrea Marano (26). Sono cosentini doc entrambi e si fidano ciecamente di Stefano. Gaetano Pignalosa (30) è fuori budget, mentre Matias Vegnaduzzo (28) sta alla finestra. Il sogno resta Fabio Roselli (28), mentre negli ultimi giorni i responsabili dell’area tecnica hanno parlato con Fortunato Varrà (33) del Montalto, da cui potrebbe arrivare anche uno tra Francesco Piemontese (28) e Vincenzo Catalano (27).  (cosenzachannel.it)

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