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Puntare al primato con i fatti. Cosenza, è finito il tempo delle parole

Puntare al primato con i fatti. Cosenza, è finito il tempo delle parole

Il ko di Sant’Antonio Abate non è stato digerito dalla piazza che adesso cerca un colpevole. La società deve intervenire subito sul mercato e completare definitivamente l’organico.

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Rapisarda in azione a Sant’Antonio Abate. Prova non buona la sua (foto shartella)

Giornata nera per il Cosenza che a Sant’Antonio Abate ha messo in scena il suicidio perfetto contro i campani. Quaranta minuti a buoni livelli e poi il blackout totale per i silani che hanno perso nel peggiore dei modi. Peccato, perché nel primo tempo o meglio, per buona parte della prima frazione, i lupi erano riusciti a recitare il copione visto nelle ultime gare. Squadra compatta e aggressiva. Partenza a razzo e gol che sembrava spianare la strada al successo dei rossoblù. Il resto è ormai noto. Patania è costretto a fare i conti con troppi fattori che stanno condizionando il cammino in campionato. Il tecnico ha indicato nei limiti caratteriali del gruppo una delle cause di questa brutta sconfitta. Lecito, perché in una squadra che in casa con la Battipagliese mostra un grande spettacolo, e qualche giorno dopo si suicida in terra di Campania, c’è qualcosa da migliorare. Su questo il tecnico non ha colpe così come non è ipotizzabile da parte della società puntare al primato e poi cercare soluzioni in una rosa che evidenzia grosse lacune. Patania dopo il primo tempo avrà guardato in panchina pensando di mandare in campo qualche elemento in grado di dare la svolta. La risposta è che non si può chiedere ai più giovani, seppur bravi, di entrare in campo e cambiare il volto al match. Urge una svolta e questo è evidente ma senza soldi non si canta messa e fare proclami a Cosenza, dopo le burrasche degli ultimi anni, vuol dire buttare fango su chi prova a ricostruire e sui tifosi che seguono con attenzione ma ancora con distacco le vicende dei lupi. A Sant’Antonio Abate bisognava vincere. Facile a dirsi, così come è semplice ribadire che la gara con l’Adrano diventa un crocevia fondamentale in questa stagione. Per farlo però, bisogna mettere tutti nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro. E poi, se mai, giudicare l’operato di questo o di quell’altro protagonista del campionato rossoblù. Il socio Silletta, in maniera neanche troppo convinta, al termine della gara con la Battipagliese ha annunciato che in serata sarebbe stato svelato un nuovo colpo di mercato. Ai tifosi cosentini così come alla stampa, non è arrivata notizia di questo nuovo calciatore. Forse mancando un ufficio stampa la notizia non è arrivata, permetteteci la battuta in un momento in cui è consentito sdrammatizzare. O forse, a voler trovare giustificazioni banali, qualche problema burocratico ha impedito il concretizzarsi della trattativa. La verità la sa solo chi ha annunciato questo acquisto ma è palese che bisogna andare cauti con i proclami perché la piazza può sentirsi presa in giro, cosi come i professionisti che ci mettono la faccia in questo progetto. Quotidianamente. Il risultato è che di volti nuovi non se ne sono visti. Anzi, Patania ha dovuto fare i conti nuovamente con gli infortuni, mandando in campo un undici rabberciato che è crollato in un secondo tempo a senso unico. Eppure in questo quadro complicato, il Cosenza ha la fortuna di poter, ancora per pochi giorni, guardare al mercato per trovare i tasselli mancanti e fornire al mister una rosa competitiva. D’altra parte, se si vuole puntare al primato, bisogna farlo con i fatti, non con le parole. Poi sarà lecito criticare e prendere le dovute contromisure. Il progetto ad inizio hanno, indicava lo start al 18 Agosto e l’arrivo in un campionato di transizione e di ricostruzione. La società, parola di Silletta, ha alzato l’asticella. Ora però bisogna adeguare budget e rosa. Senza distogliere occhi e orecchie dai mugugni della piazza. I tifosi vogliono vedere i rossoblù vincere e subito. Qualcuno ha chiesto la testa del mister mentre altri danno fiducia al progetto. La cosa essenziale però è che ci sia chiarezza. Fissare un traguardo e mettersi nelle condizioni di poterlo raggiungere. Sperando di riuscirci con buona pace di tutti. In caso contrario una piazza esigente, saprà a chi dare la colpa.  (Francesco Palermo)

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