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Cosenza, dove sono gli acquisti?

Cosenza, dove sono gli acquisti?

Più che di rafforzamento quella condotta dalla società è, almeno nel numero, una campagna di indebolimento. Sinora quattro partenze ed un solo arrivo. E non sembra essere finita qui.

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Romano nel corso del match con il Sant’Antonio Abate (foto shartella)

La società dica una volta per tutte cosa vuole fare. La volontà di rinforzare il gruppo, nei fatti è stata sinora clamorosamente smentita e tutto lascia credere che difficilmente a mercato chiuso si possa affermare di aver fatto dei passi in avanti dal punto di vista dell’organico. Sono partiti Tedesco, Douglas, Veronese e Naccarato (ieri sera si è accordato con l’Acri) ed è arrivato il solo Longobardi. In più Romano resta borderline e Antonio Caputo sembra che voglia cambiare aria per trovare più spazio altrove. Fiore e Leonetti si sono mossi per tempo e già dal primo dicembre hanno pronti altri acquisti, ma i vertici del club non danno loro il via libera. C’è il grosso rischio che il trend del girone di andata non venga invertito e che Patania sia costretto da qui fino alla fine del campionato a dover mettere toppe qua e là non potendo disporre di una rosa all’altezza. Difficile chiedere la luna al tecnico se, come successo praticamente sempre, non può effettuare sostituzioni senza abbassare il tasso qualitativo e non può lavorare con la tranquillità che serve per arrivare in testa. La squadra, andando ko a Sant’Antonio Abate, ha dimostrato di non essere in grado di sopportare defezioni come quella di Ciano e di non avere i rincalzi giusti. Ecco perché le critiche all’allenatore (che avrà commesso pure degli sbagli) lasciano il tempo che trovano e non centrano il vero bersaglio: la “lentezza” disarmante dei dirigenti. Ad oggi non hanno permesso a Stefano Fiore (l’unica figura indispensabile attorno a cui ruota il progetto di rinascita) di operare nel migliore dei modi, non hanno creato un apparato societario funzionale, dividono il segretario con il Rende (ancora il Rende, allora forse è un vizio!), non dispongono di un ufficio stampa che possa veicolare le notizie ufficiali, non mostrano vicinanza alla squadra disertando sempre gli allenamenti, non sono stati in grado di allestire una sede che possa definirsi tale e perfino l’acquisto degli integratori e della frutta diventa qualcosa di cui discutere. Non solo, ma è talmente fuori da qualsiasi logica continuare a scherzare col fuoco per quanto riguarda il settore giovanile che il Cosenza, se non fosse per l’attaccamento ai colori rossoblù di Fiore, Leonetti, Candelieri e Perri, rischierebbe davvero di non avere. Guarascio e gli altri soci sono affrancati da qualsiasi spesa grazie ai quattro di cui sopra, ma quando c’è da discuterne fanno orecchie da mercante e addirittura non convocano Perri alle riunioni come se fosse un corpo estraneo al club e non una risorsa su cui puntare. Fatto sta che a due giorni dalla chiusura del mercato l’Acri non sembra distare sette punti, ma almeno il doppio. Il perché, se le cose non cambieranno come la città si augura, sarà chiaro a tutti senza aggiungere altro. (cosenzachannel.it)

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