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Tra pianti e speranze, il Cosenza saluta il 2011

Tra pianti e speranze, il Cosenza saluta il 2011

Ritorni, addii e false promesse hanno marchiato per sempre uno degli anni più brutti della storia rossoblù. Proprio alla fine però si è riaccesa una fiammella grazie a Stefano Fiore.
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E’ stato un 2011 incredibile quello del calcio a Cosenza. Un anno ricco di sorprese, di emozioni. Un anno che doveva sancire il ritorno dei silani in B e invece ha fatto ripiombare i sostenitori rossoblù nell’inferno del dilettantismo. Cambi al timone della società, ambizioni prestigiose trasformatesi in tracolli clamorosi. Addii, ritorni, volti vecchi da accantonare e nuove figure pronte a ricostruire. Un anno da libro giallo. Una sceneggiatura che neanche Camilleri sarebbe stato in grado di mettere in piedi. Il 2011 si era aperto con un Cosenza-Ternana, in cui i silani riuscirono a pareggiare solo all’89’ con una rete di Essabr. La situazione era già delicata. Una squadra partita con il favore dei pronostici, con gli acquisti di Degano, Mazzeo, Matteini e che poi in un anno cambiò ben quattro allenatori. La partita con la Cavese, uno scialbo 0-0 datato 16 Gennaio, sancì l’addio di Somma e Castagnini, e il ritorno di Toscano e Mirabelli, presentati al fianco di Paolo Fabiano Pagliuso in conferenza stampa. Una esperienza che durò pochi giorni, per lasciare spazio poi a Gigi De Rosa in panchina. Il Cosenza intanto perdeva i pezzi in situazioni di estrema difficoltà, fra stipendi che non arrivavano ma con un gruppo che provava in ogni situazione a tirarsi fuori dalle zone calde della classifica. Un destino segnato. Che tutti conoscevano ma di cui nessuno voleva parlare. Fino ad arrivare nei mesi caldi allo spareggio play out, alla retrocessione e al fallimento. Il tutto in un clima di rassegnazione fra silenzi, smentite, conferenze stampa e figure societarie che non riuscivano ad accordarsi sullo sforzo da fare per evitare il crack. La città resto alla finestra quasi attonita mentre gli ultras sfilarono in un corteo dietro ad uno striscione con su scritto: “Salviamo il Cosenza”. Non accadde e tutto il resto è storia nota. Il sindaco prese in mano la patata bollente, caldeggiò la formazione di una nuova compagine societaria, puntando sulla figura di Stefano Fiore. E si ripartì. Dalla Serie D. Di nuovo. Ad ascoltare ciò che è accaduto vengono i brividi. Chi non ha seguito le vicende dei lupi, a stento crede a ciò che è accaduto in un anno. Per chi ha assistito, passo dopo passo, al tracollo in questo strano 2011, sembra incredibile che tutto sia accaduto nuovamente e in così poco tempo. Il fallimento e la rinascita. Due parole che non rendono in pieno i lunghi mesi vissuti con il fiato sospeso, al capezzale di un lupo che in campo non mordeva e lentamente si spegneva. L’anno che si sta chiudendo, ha sancito uno dei momenti più bui della storia del Cosenza. In questo quadro sconcertante però, finalmente si può sorridere. I lupi sono rinati. Con una società che dovrà dimostrare di essere ambiziosa e un condottiero Stefano Fiore, che ha scelto bene i suoi uomini. Fino a qualche mese fa, il 2011, sarebbe stato etichettato come l’anno della morte del calcio a Cosenza. Ora potrebbe diventare quello della rinascita. Definitiva. Auguri lupi. (Francesco Palermo)

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