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Il pagellone

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Da dieci a zero. Fra personaggi ormai lontani da Cosenza e figure pronte a ricostruire. Chi ha distrutto i lupi e chi prova a rialzare il Cosenza nel neonato 2012.
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Partiamo da un presupposto. La maglia con i colori rossoblù, con un lupo cucito su, rievoca storie di grandi successi e di debacle clamorose. In poche occasioni però, nella storia del Cosenza, si è vissuto un anno così ricco di colpi di scena. Un fallimento annunciato ed incredibile ed una rinascita in cui tanti personaggi avranno tanto da dimostrare. Non ce ne voglia chi ha preso voti bassi. Un numero resta tale, un’azione compiuta ai danni o a favore del Cosenza, resta invece nella storia. In bene o in male. Un gradino sopra agli altri i lo lasciamo ai tifosi veri. Senza padroni ne categoria. Sempre al fianco dei rossoblù.

Voto 10: A Stefano e Adriano Fiore, a Matteini, Degano, Roselli. A tutti quei calciatori che nel momento più difficile della scorsa stagione hanno stretto i denti lottando fra mille difficoltà. A quei professionisti che hanno accettato di decurtarsi e in alcuni casi di non percepire gli stipendi in una squadra distrutta e cancellata da personalismi e lotte interne. Questi professionisti meritano il voto più alto e soprattutto non devono essere dimenticati.
Voto 9: Al sindaco Mario Occhiuto. Non è un voto politico così come non dovrebbe esserlo la sua operazione. Ha preso in mano la situazione in uno dei momenti più delicati della storia dello sport e non solo del calcio a Cosenza. Ha lavorato senza sosta con l’Assessore Vizza e il suo staff per creare un gruppo di imprenditori pronti a risollevare le sorti del club silano e, cosa più importante, ha chiarito in più occasioni che la figura di Stefano Fiore sarebbe stata fondamentale in questo progetto.
Voto 8: Ad Aristide Leonetti. Nei momenti caldi della passata stagione propose ai giocatori di accettare un taglio netto degli stipendi per permettere al Cosenza di evitare il crack. Era l’ultimo arrivato e la sua professionalità gli ha consentito di entrare subito nelle grazie dei giocatori che accettarono senza pensarci su troppo. Otto anche per il lavoro svolto in questa stagione. Ha dato spazio a Gassama portandolo subito in rossoblù. Ha condotto personalmente diverse trattative ed in situazioni di estrema difficoltà, al fianco di Stefano Fiore, è riuscito a regalare a Patania quei giocatori che sono giunti in gruppo da poco ma promettono scintille nel girone di ritorno.
Voto 7: Ad Aniello Parisi e ad Enzo Patania. Entrambi si sono messi in gioco per amore del Cosenza. Il tecnico ha accettato la sfida, è partito in ritardo a causa dei problemi ormai noti e si trova a ridosso delle prime in classifica. Il bel gioco si è visto ma ora è il momento di dare di più. Servono i risultati. Patania lo sa e lavora a testa bassa e con professionalità per dar vita ad un 2012 speciale. Stesso voto per il capitano. Il suo ritorno a Cosenza è stato fondamentale. Leader in campo e nello spogliatoio, ha affrontato uno dei migliori gironi d’andata della sua carriera. In barba a chi credeva che fosse un giocatore finito.
Voto 6: A Gigi De Rosa. Lui il Cosenza lo ha nel sangue. Nella scorsa stagione accettò di sedere su una panchina caldissima. Provò in tutti i modi a salvare il club senza mai arrendersi ad un destino ormai segnato. Professionale e preparato, Gigi si è caricato dei problemi di un gruppo ridotto all’osso. La sua avventura è terminata con la retrocessione. I risultati non sono arrivati ma per il lavoro svolto avrebbe meritato un voto alto.
Voto 5: A Giuseppe Carnevale. Tante buone intenzioni per un professionista serio che ha cullato il sogno di portare il Cosenza nelle categorie più prestigiose. Ci ha provato ma si è lasciato trascinare in un vortice che ha portato anche lui nel cassetto dei ricordi più amari per i tifosi rossoblù
Voto 4: Renzo Castagnini. Un inizio con i botti. Degano, Matteini, Mazzeo, Coletti. Il Cosenza doveva ripartire da calciatori di categoria superiore per centrare la B. Non ha smesso mai di crederci. Poi si è trovato in mezzo ai personalismi dei soci del Cosenza ed ha mollato una barca che stava affondando. I giocatori da lui portati sono rimasti. Lui è andato via. Strano.
Voto 3: Di diritto a Funari. Lo stratega munito di lavagnetta, pennarello e calcolatrice, prese in mano una situazione drammatica promettendo nuovi soci, idee innovative e un progetto che includeva nuove figure da lui già contattate. Lo hanno lasciato solo e il risultato si è visto. Sognatore.
Voto 2: Senza nomi. La città e la tifoseria hanno purtroppo in mente i volti, le parole e le promesse di chi ha distrutto nuovamente il calcio a Cosenza. Due anche a tutti i calciatori che nella scorsa stagione hanno lasciato Cosenza dopo averne combinate di tutti i colori. Speriamo di non vederli più.
Voto 1: Alle istituzioni. Un anno fa di questi tempi erano in tanti a passeggiare sul terreno del San Vito. Champagne stappato e tanti sorrisi. Salviamo il Cosenza. Questo era lo slogan che univa Comune e Provincia nel tentativo di preservare una realtà importante nel panorama sportivo della Calabria. O forse era pubblicità. In ogni caso lo spot è stato negativo. E i risultati si sono visti. In campo e alle urne.
Voto 0: Alla Nuova Cosenza Calcio. Sia ben chiaro. Zero per noi non è un voto. E’ un modo per non classificare qualcuno o qualcosa. E lo facciamo perché questa società, a trecentosessanta gradi, è partita da zero. A loro il compito di dimostrare il proprio valore. Con la speranza che al termine del 2012, il voto possa coincidere con il numero di maglia del condottiero per eccellenza di questo gruppo. Stefano Fiore. A lui e al suo staff, ai calciatori, alla tifoseria e alla dirigenza. A tutti gli addetti ai lavori, un augurio speciale. Che in quest’anno si possano scalare tutte le classifiche trasformando uno zero, non solo in un dieci, ma in una grande festa. (Francesco Palermo)

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