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Cosenza, tre punti e un obiettivo: ritrovare l’unità di intenti

Cosenza, tre punti e un obiettivo: ritrovare l’unità di intenti

La vittoria è stata guadagnata nonostante i soliti errori. Alcuni in campo, altri, tanti, fuori dal terreno di gioco. Si apre una settimana calda per il club silano.

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Longobardi prova a beffare il portiere avversario in rovesciata (foto mannarino)

Si chiude con un successo la settimana forse più delicata di questo strano campionato. Dopo l’esonero di Patania, la rottura ormai palese fra area tecnica e società e il mancato ingaggio di un nuovo tecnico, la squadra ha raccolto tre punti arrivati sul campo neutro di Rosarno. Tutto è bene quel che finisce bene direbbe qualcuno. Non per il Cosenza però, che resta ancora senza un allenatore e si prepara ad un’altra settimana calda. Non che Franco Florio non stia facendo bene. Anzi, l’ex centrocampista dimostra attaccamento ai colori rossoblù e tanta professionalità. La scelta del nuovo tecnico però, è vista dai tifosi silani come la fine di questo squarcio ormai profondo fra Fiore e il team di imprenditori guidati dal presidente Guarascio. Altomare o Napoli? Pare che questa scelta non sia valutata da qualcuno basandosi sulla professionalità del nuovo mister. Sembra quasi che si stia giocando una partita a carte e il nome del nuovo tecnico indicherà il vincitore. Così non è. O almeno non dovrebbe essere perchè intanto c’è una squadra, con un organico adesso forte e un timoniere che guadagna la fiducia dei tifosi. Sembra un film già visto. Anche nella passata stagione il Cosenza partì con un gruppo forte che alle spalle aveva una società lacerata. Il campo poi ha dato la sua sentenza. Retrocessione e fallimento. Ripetere gli stessi errori non è cosa saggia, o almeno non è quello che vorrebbero vedere i tifosi, il sindaco Occhiuto e Stefano Fiore, pronto a sposare un progetto in cui aveva solo da perdere. Bisognerebbe pensare più al terreno di gioco. E la squadra ieri ci ha provato. Il risultato ha dato ragione ai ragazzi di Florio, anche se la prestazione non è stata delle migliori. Troppi gli errori sotto porta, e un palo, quello colpito da Sassano, che per come si è sviluppata l’azione, ha fatto rivivere ai sostenitori la rete incredibile subita con il Sant’Antonio Abate. Di buono, Ciano e soci, si prendono i tre punti ma qualche altra notizia confortante arriva. La squadra in diverse occasioni ha tirato fuori gli artigli, mettendo in campo grinta e non rinunciando alle cattive maniere. I rientranti Castellano e Biondo hanno fatto vedere buone cose, Arcidiacono sembra in grado di far male alle difese avversarie e Mosciaro è tornato al gol. La squadra insomma, nonostante un gioco non entusiasmante e qualche disattenzione di troppo, dimostra di poter crescere e far bene. C’è bisogno però di un ambiente compatto e siamo pienamente d’accordo con Fiore. Il direttore sportivo ha ribadito che il gruppo necessita di una guida e di una svolta. Dalla parte di chi deve mettere nero su bianco però non arrivano risposte ne comunicati ufficiali riguardanti il nuovo tecnico. Che dire. Armonia perfetta e tempismo invidiabile. Per questa volta il Cosenza ha vinto, spazzando per qualche giorno le nubi che aleggiano sul San Vito. E la prossima? E’ strano pensare che Guarascio e Fiore a dicembre presentarono insieme i nuovi acquisti. Così come è neessario ricordare che il presidente qualche settimana fa, invitò tutti a non parlare di società e staff tecnico come due gruppi separati. Esiste solo il Cosenza. Ribadirlo adesso sembra un po’ difficile. (Francesco Palermo)

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