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E’ il momento di pretendere chiarezza sul futuro del Cosenza

E’ il momento di pretendere chiarezza sul futuro del Cosenza

La squadra dovrà comunque lottare per azzerare il gap dall’Hinterreggio, ma la società va indotta a parlare chiaro con la tifoseria e a spiegare come intende agire.

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La squadra rossoblù ringrazia i tifosi accorsi a Noto domenica scorsa (foto shartella)

L’obbligo di provare ad agguantare l’Hinterreggio non dovrà mai venire meno. Partita finisce quando arbitro fischia, per farla breve. Ma il pessimismo cosmico stavolta è supportato da un -9 pesante da affrontare, a maggior ragione se la Nuova Cosenza Calcio si comporterà come ha fatto sinora. Ecco, allora, che con la prospettiva di dover giocare anche il prossimo campionato in serie D (tocchino ferro i tifosi) è giusto chiedere alcune garanzie alla società. I rossoblù in campo non hanno reso al meglio (cosa comunque da argomentare e contestualizzare considerato il contorno) e, alibi a parte, i fattori che hanno influito sinora sul distacco dalla vetta sono diversi. E non sono soltanto di natura tecnica. Passi per la fase in cui gli imprenditori cooptati dal sindaco sono dovuti entrare nei meccanismi del calcio, ma da qui a dire che ormai sono diventati dei veri e propri esperti in solo cinque mesi (come qualcuno vorrebbe far credere per spalleggiare rivoluzioni, far fuori Fiore e Leonetti e spianare la strada a soluzioni inquietanti…) di acqua sotto i ponti ne deve scorrere ancora tanta. Allora potrebbe anche essere che oltre ad alcune scelte sbagliate di Patania e della stessa area tecnica, pesi come un macigno il fatto che la società non si sia data un briciolo di struttura, che abbia cercato in tutti i modi di delegittimare il direttore sportivo di cui lo spogliatoio si fida ciecamente, che alcuni dei soci più influenti abbiano ascoltato e si siano lasciati influenzare da suggerimenti destabilizzanti, che da inizio stagione il settore giovanile va avanti con gli sforzi di Francesco Candelieri e della famiglia Perri nel totale disinteresse, che non ci sia un briciolo di comunicazione con l’esterno, che manchino le più banali urgenze all’interno dello spogliatoio e che già addirittura si pensi di poter fare a meno di Fiore. E’ troppo semplice rispondere di sì, più importante diventa invece chiedere a Guarascio, Quaglio, Silletta e agli altri componenti del club se intendono continuare su questa falsa riga, pretendere di sapere chi resterà nei quadri dirigenziali dopo la fine del torneo e in caso rendere pubblici i nomi di eventuali sostituti. Ribadiamo, infine, un concetto espresso nei giorni scorsi. Cosenza rappresenta un’eccezione, perché pur avendo la fortuna di avere una persona onesta (basterebbe questo visto il passato) quale Stefano Fiore a disposizione e per giunta gratis, lo si vede come una minaccia. Altrove si bacerebbe per terra, in riva al Crati invece cerchiamo di mandarlo via per sostituirlo con i soliti noti. Se non è masochismo questo poco ci manca… (cosenzachannel.it)
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