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Sogniamo un altro Cosenza

Sogniamo un altro Cosenza

– l’editoriale di Piero Bria
Ben vengano le riunioni di Guarascio, ma lo scopo deve essere permettere a Fiore di prendere in mano la società. Solo così si guarderebbe al futuro senza sospetti e non più al passato.

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Il presidente Guarascio al San Vito attorniato dai suoi collaboratori (foto mannarino)

A chi pensa che stiamo qui sempre a lamentarci diamo un consigliamo: riflettano e bene! Dispiace a noi per primi commentare una situazione a tratti disarmante. Questo Cosenza, costruito come lo si è fatto fino ad oggi, non ha un futuro. E non siamo noi a dirlo. In estate ha avuto inizio un progetto solo a parole. Altrimenti non riusciremmo a spiegarci il motivo della disorganizzazione societaria. La domanda che in molti si pongono è: ma gli attuali proprietari del Cosenza calcio gestiscono le loro società così come fanno con quella rossoblù? Crediamo, e speriamo per loro, di no. Questo ci fa capire che, probabilmente, non hanno intenzione di investire nel calcio. Sarebbe opportuno, quindi, cercare altre soluzioni e non rivolgersi sempre al passato. Il titolo dell’editoriale è eloquente: sogniamo un altro Cosenza. Si, sogniamo un Cosenza che abbia delle basi solide e riesca a guardare al futuro con ottimismo e non, come succede da troppo tempo, con sospetto e incertezza. Consentire a chi ne ha le possibilità di costruire qualcosa può essere un segno soprattutto verso la tifoseria che il vento è cambiato. Ben vengano le riunioni indette dal presidente Guarascio. Ma lo scopo deve essere uno ed uno soltanto: farsi da parte e lasciare tutto in mano a Stefano Fiore. Solo così riusciremo ad evitare un altro, e ad oggi inevitabile, fallimento.

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