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Silletta punta il dito contro Quaglio e Guarascio

Silletta punta il dito contro Quaglio e Guarascio

“E’ il momento di dire tutta la verità. Chi ha gestito il club deve assumersi tante responsabilità. Abbiamo versato in tre, circa 200 mila euro senza mai partecipare a riunioni societarie. Ora però bisogna fare chiarezza”.

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Silletta e Quaglio seduti di fianco. Anche tra loro è rottura? (foto mannarino)

Tira tira la corda prima o poi si spezza. Lo diciamo da tempo e, purtroppo, le parole del socio del Cosenza, Mario Silletta, riportare su “Il Quotidiano della Calabria”, hanno confermato ciò che tutto l’ambiente rossoblù sa bene. Una società attaccabile da troppi fronti, non può avere un futuro roseo e le parole del presidente Guarascio che continua a predicare calma, parlando di unione d’intenti, a Cosenza non impressionano nessuno. Il pubblico è purtroppo abituato ad errori, sviste, giocatori non tutelati. Difendere l’operato di chi sta gestendo male il Cosenza, significherebbe aprire le porte ad un’altra stagione infernale. Capire dove si sta sbagliando, servirebbe invece, almeno così si fa solitamente, a rivedere e correggere gli errori. Questo lo ribadiamo con forza a coloro i quali dentro e fuori alla società, credono che ci sia bisogno di andare avanti, tirando la carretta fino a quando sarà possibile. I tifosi veri non lo vogliono e, a quanto pare, neanche il socio Mario Silletta che con coraggio ha puntato il dito contro l’operato di chi, a suo dire, “dovrà dare conto di come sono stati gestiti i soldi del club”. Durissimo lo sfogo di Silletta che rincara la dose. “E’ un gioco al massacro e non ci stiamo più. Sono stati stanziati soldi ed è il momento che il presidente e l’amministratore delegato, quindi le persone che li hanno gestiti, chiariscano quanto fatto fino ad oggi. Noi abbiamo investito denaro e non siamo mai stati invitati a presentazioni, cene, e, cosa più importante, ad essere parte attiva delle decisioni del club. Io e i soci Marchese e Federico, abbiamo scucito duecento mila euro e invito tutti a verificare ciò che dico. Il totale dei soldi investiti, escluso il pagamento di magazzinieri, tecnici e trasferte della squadra, si aggira intorno ai 720 mila euro. Vi sembra poco? Se sono stati presi impegni e non sono stati rispettati, è necessario adesso che ognuno si prenda le proprie responsabilità”. Chiaro e deciso lo sfogo di Silletta che sancisce una rottura inevitabile. “Personalmente non permetto a nessuno di infangare venti anni di calcio vissuto ad ottimi livelli. Ho preso atto di ciò che è successo e non parteciperò più ad incontri in società. Mi viene in mente il comportamento dell’amico Ettore Caroselli che aveva capito tutto fin dai primi giorni”. Una frase questa che lascia aperti tanti discorsi e considerazioni purtroppo già fatte. La gestione del club non ha convinto. Partenza ad handicap, accordi non rispettati, fratture interne spesso inspiegabili e stipendi che tardano ad arrivare. Tutto ciò in un clima in cui la comunicazione con l’esterno è sempre stata carente e spesso non in linea con i fatti. Durante la presentazione del nuovo tecnico, il presidente Guarascio dichiarò che l’obiettivo sarebbe stato il primato. Con questi presupposti diventa una chimera. Bisogna crederci ed è vero, perché in maniera professionale i calciatori stanno lavorando per lasciare una traccia a Cosenza. E non bisogna tralasciare il lavoro di coloro i quali impegnano risorse non solo economiche per far decollare il calcio, anche quello giovanile, in un territorio difficile. Vincere in queste condizioni sarebbe una impresa da ricordare ma se non si lavora in prospettiva si rischia di assistere a film già visti e dal finale scontato e non bello. “Chi ha fatto le pose fotografiche deve chiarire ciò che sta accadendo”. Le parole di Silletta riportate sul Quotidiano della Calabria sono allarmanti. Sia ben chiaro però, i tifosi le ricorderanno anche a fine campionato. (Francesco Palermo)

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