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La squadra rompe con la società: “Non ci pagano. Alcuni aspettano da ottobre” – Il Video

La squadra rompe con la società: “Non ci pagano. Alcuni aspettano da ottobre” – Il Video

Parisi e compagni si presentano compatti in sala stampa e denunciano pesanti inadempienze da parte del club. Mosciaro a cuore aperto: “Sono stato protestato e loro lo sapevano”.

E’ come aver vissuto un terribile deja-vù quando in sala stampa si sono presentanti Parisi e tutto il resto della squadra per comunicare ciò che avviene in casa Cosenza. “Giocheremo ed onoreremo la maglia fino all’ultimo istante, ma sappiate che lo faremo portandoci dietro pesanti inadempienze da parte della società. La ritenevamo virtuosa, invece non è così. Alcuni, tra i più grandi, non prendono lo stipendio da ottobre”. La presa di posizione dello spogliatoio è di quelle forti e ricorda molto da vicino quella dei primi anni di serie D e quella dello scorso campionato. Ad impugnare il microfono è stato Parisi che ha spiegato come stanno le cose. “Parlo io che sono il capitano e voglio informare la città e i tifosi a nome della squadra che questa società nostro malgrado è inadempiente”. I rumors circolavano già da un po’ di tempo, ma la conferma diretta adesso è arrivata. Aniello non tira indietro la gamba al pari di quando doveva fermare Ferrante o Schwoch. “Io mi sono esposto decantando le qualità della società (celebre la sua intervista di inizio stagione, ndr), ma da settembre qualcuno di noi ha ricevuto soltanto due bonifici. E sia chiaro che agosto non lo prende nessuno. I dirigenti hanno affrontato una pesante spesa iniziale di 350mila e li ringrazio, come in ogni mio intervento pubblico, per averci garantito la continuità del calcio a Cosenza. Ora mi domando, però, come si fa a pagare per intero solo due stipendi e ad altri solo la metà? Per quanto riguarda i contratti sono stati consegnati, ma ovviamente contengono il minimo”. Il nodo cruciale per Parisi e compagni sono ai contratti d’immagine che sono stati stipulati con la società e che, a suo dire, non sono stati rispettati. Proprio questi accordi rappresentano per molti lo stipendio vero e proprio e sono da considerarsi l’asse portante degli accordi presi in sede di calciomercato. “In estate, i calciatori che ora indossano la casacca rossoblù hanno firmato un accordo in bianco, sempre a causa di inadempienze del club. All’inizio tuttavia sembrava altro, credevamo fosse per inesperienza. Adesso invece devo dire che è malafede. Dal canto nostro aspettiamo le copie dei contratti, dato che stiamo scendendo in campo senza garanzie. In vent’anni di carriera è la prima volta che mi accade una cosa simile”. Ma le cose non girano per il verso giusto non solo dal punto di vista burocratico. “Finora abbiamo taciuto per non creare scompiglio. Abbiamo dato modo alla società di consegnarci le copie dei contratti (d’immagine), ma ciò non è avvenuto. Nelle ultime settimane sono state accampate delle scuse che hanno dato un’immagine tutt’altro che professionale e senza il minimo rispetto per noi. Non hanno onorato la fiducia che noi abbiamo invece riposto nei loro confronti. Ogni settimana scuse diverse. Aggiungo che sono inadempienti in tutti i settori, ad esempio manca perfino l’acqua. Sono tutte piccole cose che, ripeto, all’inizio sembravano banali, ma che sommate al fatto dei contratti significa solo una cosa: non tengono alla maglia come ci teniamo noi”. A scanso di equivoci e a conferma del suo attaccamento, Parisi conclude: “La squadra si impegnerà fino alla fine e giocherà sempre. Sono i dirigenti che adesso che si devono mettere a disposizione nostra dopo che in sei mesi gli è stata concessa la massima fiducia”. Anche Manolo Mosciaro, l’altro simbolo dello spogliatoio ha inteso prendere la parola. “Non vi nascondo che per me è una forte delusione. Ho coronato il mio sogno di tornare a Cosenza rifiutando anche squadre di serie C. Per quanto uno guadagna affronta delle spese ed io adesso sono stato protestato. Lo dico senza alcuna vergogna perché ne avevo parlato anche alla società. Al pari dei miei compagni non mi tirerò mai indietro perché vestire la casacca dei Lupi è un grande onore. Ma sia chiaro che lo farò soltanto per la città e per i tifosi”. (cosenzachannel.it)

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