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Cosenza, difesa di ferro. Parisi: “Il mio gol per Franco Mancini”

Cosenza, difesa di ferro. Parisi: “Il mio gol per Franco Mancini”

Il capitano dedica la rete di sabato all’ex compagno di squadra ai tempi del Foggia: “Lo chiamavamo l’Orso”. Intanto solo il Palazzolo ha raccolto meno palloni in fondo al sacco.

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Scigliano e Ciano su Cocuzza nel match di sabato (archivio mannarino/rosito)

Se il contributo di Arcidiacono, Longobardi e Marano, vale a dire i tre innesti dicembrini operati dell’area tecnica, è stato fondamentale per accorciare il gap dall’Hinterreggio, non può passare in sordina il dato relativo alla difesa. La retroguardia dei Lupi è la migliore del campionato, dietro solo al Palazzolo che di reti ne ha incassate 27: una in meno. Questo perché Parisi, Ciano, Varriale, Rapisarda e Scigliano hanno dimostrato sul campo di valere il primo posto in classifica. Il simbolo è il capitano. Di anni ne ha 38, ma in tanti iniziano ad avere seri dubbi sulla sua carta d’identità. Parisi ha disputato sin qui un torneo fantastico, senza macchia alcuna, ed ha timbrato in due occasioni il cartellino. Gol a parte, ha neutralizzato attaccanti importanti quali Corona ed ha retto botta al cospetto di avversari sguscianti. In campo parla e si comporta già da allenatore e attenzione a chiedergli se ha già pensato al “dopo”: un’occhiataccia vi fulminerà. “Sabato è stata una gioia immensa trovare la rete contro il Messina – spiega – Per di più il gol è arrivato sotto la Curva Sud, davanti ai nostri tifosi. Vorrei dedicarlo a Francesco Mancini (scomparso ultimamente, ndr), col quale mi legava una forte amicizia”. I due hanno giocato insieme a Foggia. “Franco era soprannominato l’Orso, ma era una persona splendida. In panchina ricordo che sedeva Catuzzi, ma immediatamente Zeman lo portò con sé a difendere i pali della Lazio”. Sotto l’ala protettiva di Parisi è cresciuto Andrea Scigliano. L’avvio di campionato dell’ex stopper del Catanzaro non è stato brillante, ma da quando Napoli lo rispolverato non ha sbagliato più niente. Classe 1992, segue alla lettera i suggerimenti del suo capitano e gli applausi nelle ultime giornate sono scrosciati forti anche per lui. Bravo sia nel gioco aereo che nell’uno contro uno, ha eliminato le incertezze che si portava dietro dalla tribolata stagione disputata in giallorosso. Rapisarda invece ha avuto un rendimento costante. Gioca con la stessa naturalezza a destra e a sinistra, tanto che qualcuno spreca paragoni con Matteini. L’accostamento caratteriale è spontaneo ed azzeccato, per quello tecnico però servirà aspettare ancora un po’. Come Scigliano ha appena 20 anni. Varriale è un calciatore polivalente. Da terzino o centrale non fa differenza, garantisce affidabilità e una serie di calci piazzati al fulmicotone. Proprio le punizioni sono il suo asso nella manica. Infine Ciano, forse il calciatore tatticamente più prezioso dell’intera squadra. Voluto fortemente da Leonetti ad agosto, non merita di giocare in serie D, ma non c’ha pensato su nemmeno un istante quando è squillato il suo cellulare. Per dinamismo, sagacia e apporto fisico è il fulcro dell’impianto difensivo dei Lupi. Può ricoprire tutti i ruoli della retroguardia e giostrare con eccellenti risultati in mediana. E’ l’uomo in più del Cosenza, probabilmente l’unico insostituibile. (cosenzachannel.it)

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