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Rimonta impossibile? Al Cosenza in passato è già riuscita

Rimonta impossibile? Al Cosenza in passato è già riuscita

Renzo Aldi nella stagione 1981-1982 condusse i Lupi alla promozione tra mille difficoltà societarie che ricordano quelle attuali. All’ultima giornata c’erano 20mila tifosi al Sa Vito. 

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Festa grande per il Cosenza dopo il 4-1 al Messina (archivio mannarino/rosito)

C’è un altro campionato molto simile a quello che stanno vivendo Parisi e soci. Una stagione vessata da mille problemi societari e che, soltanto grazie ad uno spogliatoio compatto e ad un cambio di dirigenza, terminò con il San Vito gremito da ventimila tifosi in estasi. Il torneo di Serie C2 girone D del 1981-1982 è ancora oggi considerato dai sostenitori più attenti come uno dei più “folli” mai disputato dal Cosenza. Il cammino dai Lupi fu accompagnato da risultati alterni e quando la folla sembrava che potesse emozionarsi con un filotto di vittorie, sistematicamente una sconfitta gettava sotto i piedi il morale dei supporter. Per tutto l’anno i rossoblù stazionarono a ridosso delle posizioni che contano, senza però dare veramente l’idea di poter competere fino in fondo per il salto di categoria. Leggendo le cronache dell’epoca, si rivive il presente. La tifoseria, stufa di una società imbarazzante, disertò sin dall’inizio lo stadio e rafforzò le proprie convinzioni quando gli stipendi dei calciatori iniziarono a slittare e a non essere pagati. In più, i ristoranti misero alla porta gli atleti. Reduce da un’amara retrocessione dalla C1, il Cosenza in estate allestì un organico incompleto sfruttando le poche risorse a disposizione. Il ruolo di allenatore fu affidato ad un giovane e sconosciuto tecnico proveniente dalle giovanili del Lecce: Renzo Aldi. Aldi portò con sé un paio di elementi della Primavera salentina e fece di necessità virtù sin da settembre. In campo riuscì a restare aggrappato alle battistrada grazie alle giocate di Alessandro Renzetti. Nel campionato in questione l’AS venne messa in liquidazione e il famoso comitato promotore garantì la continuità “partorendo” il Cosenza Calcio 1914 Spa a margine di una lunga ed estenuante raccolta fondi. In principio toccò a Biagio Aragona essere nominato commissario straordinario, poi invece Vincenzo Morelli assunse la carica di presidente dando la svolta all’intera stagione. Conclusa la trentunesima giornata, il Barletta occupava la vetta ed aveva acquisito un vantaggio sufficiente a dormire sonni tranquilli. La promozione per i pugliesi era quindi cosa fatta. Alle sue spalle, però, la lotta era viva più che mai dato che il secondo posto valeva quanto il primo. La classifica recitava Turris a quota 36 e Lupi a 33. All’epoca vigeva ancora alla regola dei due punti a vittoria e, a differenza di adesso, recuperarne tre non era poi cosa così semplice. L’aggancio ai corallini tuttavia arrivo a 90′ dalla fine. Sia campani che silani erano pertanto proiettati con la mente ad uno spareggio, non sapendo che sarebbe accaduto qualcosa di incredibile. Contro il Martina Franca 20mila persone presero d’assalto il San Vito e tantissimi tifosi della Turris viaggiarono in direzione Siracusa con ogni mezzo a disposizione. L’entusiasmo dei fan cosentini fece sì che i pugliesi fossero perdenti in partenza e il 2-0 confermò i pronostici della vigilia. La notizia più bella però arrivò da Siracusa, dove gli aretusei evitarono il ko onorando la disciplina sportiva. In città la gioia contagiò tutti i quartieri e in Tribuna Numerata comparve uno striscione che fotografò la situazione: “Ci credevo solo io”… 
(A.C.)

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