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Lega Pro in crisi: 26 club non in regola rischiano l’iscrizione

Lega Pro in crisi: 26 club non in regola rischiano l’iscrizione

In serie D le società iniziano a lavorare per eventuali ripescaggi. Drammatiche le condizioni di Barletta, Andria, Como, Pergocrema, Aquila, Montichiari e Campobasso. Le ipotesi sono due: o la Lega Pro fa una sanatoria oppure, confermando le regole, sarà un bagno di sangue.
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Tanto tuonò che piovve. Un anno fa, di questi tempi, il Cosenza finiva nell’occhio del ciclone della Covisoc. A distanza di dodici mesi altre società si trovano a dover affrontare grossi problemi economici e vedono a rischio la prossima iscrizione ai campionati professionistici. A riportare la notizia è il “Notiziario del Calcio” . “La situazione in Lega Pro è drammatica, anche peggiore rispetto a un anno fa quando a saltare furono 15 club. Ad oggi, invece, sembra che la Covisoc abbia “salvato” 51 società su 77. Società che avrebbero le carte in regola per iscriversi al prossimo campionato. Sono 26 quelle rischiano di scomparire: altre 6 presentano una situazione delicata ma risolvibile, monitorata con grande attenzione dalle squadre di serie D interessate ad eventuali ripescaggi. Oltre un terzo dei club di Lega Pro versano in condizioni critiche. C’è chi è già fallito, come il Savona che, grazie all’esercizio provvisorio e all’ingresso di nuovi imprenditori, ha potuto salvaguardare società e categoria. Non è il caso del Piacenza, fallito sotto debiti per 1,5 milioni e ora in cerca di acquirenti. Anche la Triestina è stata fallita, ma qui ci sono cordate pronte ad intervenire. Procedure concorsuali imminenti per la Spal. A Taranto tutte le speranze di salvezza sono riposte nella promozione in B, così come a Siracusa. Drammatiche le condizioni di Barletta, Andria, Como, Pergocrema (l’ex dorico Briganti sta vendendo le quote…) e Monza (il milanista Seedorf, che gestisce il club, lascerà). In Seconda, Aquila, Montichiari e Campobasso sono a un passo dal baratro.
RIFORMA. Le ipotesi sono due: o la Lega Pro fa una sanatoria oppure, confermando le regole, sarà un bagno di sangue. Stando alle previsioni sarà dura anche arrivare a quota 60, quella auspicata da Macalli. Tuttavia, le carte federali dicono che per la riforma integrale (serie C unica con tre gironi da 20) bisognerà aspettare il 2013/14. Se così fosse, come organizzare la prossima stagione? La Lega ci sta lavorando. L’idea di massima è mantenere ben netta la distinzione tra Prima e Seconda Divisione, dove l’ex serie C2 potrebbe prevedere un girone unico da 24 squadre. Ma ha senso? E chi potrà sobbarcarsi un campionato così lungo e costoso? E allora potrebbero essere formulati due gironi da 16, contribuendo a ridurre da 77 a 68 il numero delle squadre in Lega Pro. E per chi come Ancona, la Sambeneettese, Civitanovese, Ischia, Brindisi ecc. confida nel ripescaggio, questa sarebbe l’ipotesi migliore.
RIPESCAGGI. A maggio verranno emanati i criteri per eventuali ripescaggi. I playoff sono importanti perché i primi due posti nella graduatoria di merito sono riservati alle finaliste. Ma il risultato sul campo conterà per un 50% perché altri fattori contribuiranno a fare punteggio, come la storia del club e la media spettatori degli ultimi 5 anni, oltre al volume dell’riattività giovanile e a motivi disciplinari (l’anno scorso c’erano penalità per le squalifiche del campo, già comminate ad Ancona e Samb). In tutto ciò, s’innesta un discorso politico ed economico: per il ripescaggio bisognerà farsi sentire e servirà una fideiussione da 300mila euro. La differenza la farà chi potrà permettersela…” (Luigi Francesco Grazioli)

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