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Cosenza sospeso tra presente e futuro

Cosenza sospeso tra presente e futuro

Fra i playoff da provare a vincere e club da ristrutturare. L’avventura dei silani prosegue ma quanti rimpianti e quanta voglia di fare finalmente gruppo. Basta con gli “uomini soli”.

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Andrea Marano firma la sua personalissima doppietta ad Adrano (foto shartella)

Poker all’Adrano e vittoria amara per il Cosenza. I tre punti rimediati ai piedi dell’Etna, chiudono i conti di una stagione che ha visto Parisi e soci arrivare ad un solo punto dal traguardo. Guardare la classifica adesso serve a poco ma parlare di impresa titanica sembra altrettanto inutile. Dopo una partenza ad handicap, il presidente Guarascio presentò il nuovo tecnico, ribadendo che con lui e con i nuovi giocatori, l’obiettivo dei silani era il primo posto. Napoli ha raccolto questa pesantissima richiesta in silenzio, mettendo farina del suo sacco nel progetto Cosenza. Il risultato è che i silani hanno mancato l’obiettivo, fallendo di fatto l’aggancio all’Hinterreggio con una squadra da Lega Pro. Viene da chiedersi se è stato azzardato parlare di primato o se in effetti chi lo ha fatto ha pensato che ad un gruppo di calciatori, forti e attaccati alla maglia sarebbe bastato giocare anche da infortunati, con stipendi arretrati e malumori interni per trovare la promozione. Non è bastato, perché in campo vanno uomini, non supereroi. A conti fatti piace l’atteggiamento di Stefano Fiore, di Leonetti. Il campionato è andato, ma ripartire significa prendere il buono di una esperienza. Area tecnica e società, quel poco che è rimasto, si sono seduti ad un tavolo lasciando intendere che i personalismi servono a poco e che è importante ricostruire. Questo è l’atteggiamento di chi vuole crescere. Fiore ha difeso la sua creatura, la ha plasmata e coccolata. Ha protetto anche l’indifendibile Tommaso Napoli che dopo aver attaccato tutti e nessuno, al momento delle scuse è stato lasciato solo proprio dai soci del club che lo avevano voluto al timone della squadra. Anche in quel caso ci ha messo la faccia il direttore sportivo. E’ evidente che il mister si sia lasciato ingolosire dal fascino della panchina rossoblù, così come è da sottolineare la sua striscia di imbattibilità. Il tecnico non ha però compreso il tentativo di gettare acqua sul fuoco fatto da Fiore e Guarascio, anzi ha soffiato sul fuoco sia prima che dopo il match con l’Adrano. “Ci sono uomini soli per la sete di avventura“, lo cantavano anche i Pooh. L’avventura di Napoli però, ha tradito le attese di chi lo ha voluto. Non vogliamo dare troppe colpe al mister. Se ne ha avuto una, è stata quella di accettare un incarico difficile, che lo vedeva davanti ad una sfida durissima con al fianco solo la squadra e una serie di dirigenti che di calcio capivano poco. Bisogna dargli atto di averci creduto ma chiuso un capitolo si guarda avanti. Direzione playoff. Napoli ha detto di esser certo che il Cosenza è nella graduatoria dei ripescaggi. Forse i suoi canali preferenziali gli hanno già dato questa notizia. Intanto noi non illudiamo i tifosi e ci fidiamo delle parole di Macalli. Un presidente che non ha mai regalato nulla al Cosenza e che ribadisce costantemente che ripescaggi non ce ne saranno. E’ obbligatorio però provarci. Noi lo abbiamo detto a Marzo e lo ribadiamo oggi. Stiamo con questa squadra e con questo gruppo. La speranza è che si possano vincere gli spareggi per centrare un “sogno”. Bisogna crederci e fare di tutto. Per riuscirci però è necessario smettere di spaccare l’ambiente senza fare nomi ed è importante che tutti si assumano le proprie responsabilità. Altrimenti saremo costretti a ribadire che “se un uomo perde il filo, è soltanto un uomo solo”, per dirla un po’ come farebbero i Pooh. (Francesco Palermo)

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