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Quanti occhi sui talenti del Cosenza

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Contro il Messina la tribuna Vip pullulava di osservatori ed operatori di mercato. Però da Arcidiacono a Salvino, passando per Provenzano e Rapisarda, nessuno sarebbe in discussione se si dovesse ripartire con Fiore e Leonetti al comando dell’area tecnica.

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Salvino si è fatto rispettare nel confronto con Coppola (foto mannarino)

La notte vissuta dai tifosi, accorsi finalmente in numero accettabile sulle gradinate del San Vito, è stata magica come da tempo non se ne vedevano. Essendo però un match ricco di fascino non sono mancati gli sguardi indiscreti provenienti dalla Tribuna Vip, gremita anche questa di osservatori ed operatori mercato che sui loro taccuini hanno appuntato i nomi dei rossoblù di maggiore prospettiva. Ospiti di Fiore e Leonetti c’erano il direttore sportivo della Vigor Lamezia Fabrizio Maglia e il tecnico emergente Costantino, provenienti entrambi da stagioni estremamente positive alla guida dei biancoverdi. Da domenica si giocheranno la promozione in Prima divisione negli spareggi playoff. Non solo loro però hanno scelto di raggiungere Cosenza. Ivano Pastore, ex ds della Nocerina, era in compagnia di Pasquale Logiudice (braccio destro di Pietro Lo Monaco) e del vecchio capitano del Catanzaro Ferrigno. Anche Luigi Condò (collaboratore del Noto) e l’allenatore Pierantonio Tortelli hanno seguito con attenzione ogni fase della finale. Mosciaro a parte, gli elementi che fanno gola a diversi sodalizi della Seconda divisione sono tre: Salvino, Arcidiacono e Provenzano. Specialmente il primo che è un classe 1993 sta dimostrando di poter reggere in mezzo al campo il confronto con atleti più navigati (con Coppola ad esempio il duello è finito in parità). Scoperto dai responsabili dell’area tecnica, è stato valorizzato dal coach della Juniores Luca Altomare che, impiegandolo con costanza nella sua squadra, ha convinto Patania prima e Napoli dopo. Il ragazzo sa di potersi giocare carte importanti l’anno prossimo a Cosenza e per adesso non pensa ad altro che al campo. Il discorso cambierebbe radicalmente qualora venisse a mancare l’unica figura a cui lo spogliatoio riconosce autorità: Stefano Fiore. Senza la garanzia morale dell’ex azzurro difficilmente i pezzi pregiati sceglierebbero di restare in riva al Crati dopo la tribolata stagione che va concludendosi. Arcidiacono è un elemento sicuramente di categoria superiore, ma che ha stretto un forte rapporto di amicizia con il ds bruzio e con Leonetti: a precisa richiesta risponderebbe di sì. Stesso discorso per Provanzano: dal primo luglio non sarà più under, ma il rendimento è stato sempre elevato tranne quando è stato necessario fargli tirare il fiato. Nel corso del campionato ha imparato a non farsi trovare impreparato nella fase di non possesso, tanto che da trequartista ha arretrato la sua posizione davanti alla difesa vestendo i panni di play basso. Vive in casa con Rapisarda (altro elemento interessante monitorizzato dal Catania) e pende letteralmente dalle labbra di chi spinse a sposare il progetto-Cosenza. La rinascita reale passa pertanto dalla conferma degli attuali responsabili dell’area tecnica, cosa che alla luce della presa di posizione della tifoseria e della difficoltà estrema del club a portare avanti la stagione sembra pressoché scontata. Se così non fosse, in tanti preferirebbero cambiare aria. (co. ch.)

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