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Che progetto per il Cosenza. E al centro di tutto c’è Fiore

Che progetto per il Cosenza. E al centro di tutto c’è Fiore

Guarascio, lasciato solo dagli altri soci, rispetterà gli accordi presi con i calciatori lo scorso settembre. Poi si sfrutterà l’appeal esercitato da Stefano per l’ingresso di nuovi imprenditori.

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La folle esultanza di Franza, Arcidiacono e Rapisarda (foto mannarino)

Il sindaco Occhiuto ha preso consapevolezza che urge pigiare sull’acceleratore per permettere al Cosenza di tirarsi al più presto fuori dalle categorie dilettantistiche. Playoff a parte, sulla quale utilità esistono ancora pesanti interrogativi, è il riassetto dirigenziale che preoccupa maggiormente l’inquilino più importante di Palazzo dei Bruzi. Nell’incontro di mercoledì sera c’era anche Candelieri, presidente del settore giovanile che ha ben operato nel vivaio rossoblù e che viene accreditato quale futuro dirigente della prima squadra. La notizia che merita maggiore risalto riguarda però il patron Guarascio.
IL CAMBIO DI ROTTA. Non avendo altre alternative ed essendo stato lasciato completamente solo dai suoi compagni di viaggio iniziali, dovrà sostenere individualmente l’aumento di capitale fondamentale per coprire i costi di gestione al 30 giugno. Il numero uno del club rossoblù sembra proprio che sia entrato nell’ottica di idee di dover fare affidamento soltanto su se stesso, ammorbidendo notevolmente la sua posizione verso i responsabili dell’area tecnica. L’organico allestito merita tanti elogi, così come l’abilità di aver saputo tenere saldamente in pugno lo spogliatoio nei momenti più complicati. Anche il presidente (che in passato ha delegittimato il loro operato) si è quindi portato sulle posizioni della piazza, che ammira quanto fatto da chi ha curato l’aspetto sportivo nei minimi particolari. Completando la stagione, Guarascio aumenterebbe a dismisura le percentuali in suo possesso (è partito con il 30,77%), ma è impensabile che decida di accollarsi un secondo campionato senza soci che abbiano la sua stessa voglia di investire nel calcio. A quel punto, però, dovrebbero comparire sulla scena degli imprenditori nuovi che darebbero il via libera a Fiore per iniziare il progetto di rilancio del calcio cittadino. Tutto lascia credere che non appena saranno soddisfatte le attese dei calciatori, si volterà pagina.
UN PROGETTO AMBIZIOSO. Guarascio non abbandonerà Viale Magna Grecia, la sua posizione sarà più defilata, ma potrebbe mantenere la carica di presidente. Ad ogni modo questo è un argomento che si affronterà nel Cda una volta costituito. Stefano Fiore e il suo entourage resteranno al timone della direzione tecnica. L’ex azzurro non ha mai fatto mistero di essere rimasto colpito in carriera dal modello-Udinese ed è alla concretezza dei friulani che vorrebbe ispirarsi. E’ consapevole che per una realtà quale Cosenza l’unico modo di garantirsi nel tempo la stabilità economica è far crescere il settore giovanile alimentando con i prodotti del vivaio la prima squadra. Fidelizzare quante più scuole calcio possibile e rafforzare l’appeal che il marchio Cosenza può esercitare, sarebbe la maniera più diretta per contrastare l’egemonia oggi esercitata dalla Reggina anche nella nostra provincia. Creare una foresteria e permettere ai giovani di poter continuare a studiare senza fargli mancare nulla per una sana crescita sportiva, attirerebbe in riva al Crati tanti talenti in erba. Non è facile diventare autosufficienti in un giorno, ma sarebbero necessari quattro-cinque anni in cui strutturarsi ad ogni livello e poi cominciare a raccogliere i primi frutti. In Lega Pro esistono incentivi per chi punta sui ragazzi, che raddoppierebbero per la squadra di appartenenza qualora si tratti di giovani del posto. Re-investire i proventi nel vivaio alimenterebbe in questa maniera un “ciclo vitale” che azzererebbe il rischio di default. Nell’immediato, si partirebbe già con una prima squadra pronta per vincere la futura serie D o che necessiterebbe di qualche accorgimento per la Seconda divisione. In entrambi i casi, esistono già under di valore a disposizione. Indicando Stefano Fiore, pertanto, la città ha scelto la sua competenza e non i suoi soldi come vorrebbe qualcuno…  (cosenzachannel.it)

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