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Guarascio, poche parole che sanno di addio

Guarascio, poche parole che sanno di addio

Il comunicato del presidente Guarascio attribuisce un senso di commiato alle poche righe inviate ieri pomeriggio. La tempistica non è stata delle più azzeccate o c’è dell’altro?

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Il presidente del Cosenza Calcio Eugenio Guarascio (foto mannarino)

Poche righe, un comunicato scarno, ma che ha fatto comunque riflettere. Non tanto per il contenuto dal tono istituzionale, ma per la tempistica con cui è stato redatto e che ha conferito sensazioni di commiato alla nota. Il presidente Guarascio si è soffermato nel ringraziare tutti i componenti di casa-Cosenza, in special maniera Tommaso Napoli che anche domenica sera è stato beccato da una parte di tifosi nel post-partita. Ci sono da giocare ancora due gare, che forse risulteranno inutili, ma che comunque il pubblico rossoblù vuole vincere a tutti i costi. Ecco perché la sortita mediatica del numero uno di Viale Magna Grecia ha lasciato tutti perplessi e non ha convinto fino in fondo. Bisogna capire se si sia trattato di un gesto d’impeto scaturito dal passaggio del turno o se ci sia dell’altro. Di solito, si ringraziano i protagonisti al termine della stagione, oppure quando è stato tagliato un traguardo prestigioso. Il Cosenza, dopo aver fallito la promozione diretta a causa di qualche pareggio di troppo nel girone di ritorno, sta cercando di sbaragliare la concorrenza nei playoff sperando che arrivare alle spalle delle nove formazioni promosse direttamente possa servire a qualcosa. Cammino impeccabile ed entusiasmante sinora, ma ancora nulla è stato conquistato. Perché dunque anticipare i tempi? Guarascio è consapevole che da qui ad una quindicina di giorni cambieranno gli assetti e che chi aveva promesso a Napoli una conferma, non potrà mantenere la sua parola. Il patron, quindi, può essere che abbia voluto salutarlo anticipando di due settimane il commiato oppure… anticipare il suo, anche se l’ipotesi di un totale disimpegno sembra ad oggi non percorribile (resterà come socio di minoranza). Attenzione inoltre, la gente è tornata allo stadio perché si è innamorata della squadra dei vari Parisi, Arcidiacono, Mosciaro, Salvino, Gassama e si è affidata moralmente a Fiore e Leonetti. La gente è tornata in massa allo stadio, inoltre, quando è trapelata la notizia che anche in futuro lo staff dell’ex azzurro guiderà l’area tecnica rossoblù. L’imbattibilità, giova ricordarlo, è figlia esclusivamente del patto di ferro stretto dallo spogliatoio con il direttore sportivo, che nelle vesti di sindacalista ha tranquillizzato un gruppo fortissimo spesso abbandonato al suo destino. Il prestigio si costruisce dimostrando serietà nelle azioni e a Cosenza il giocattolo non si è sfasciato soltanto perché chi avrebbe dovuto sbattere la porta dopo essere stato delegittimato, non lo ha fatto. (cosenzachannel.it)

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