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Presidente, c’è bisogno di chiarezza

Presidente, c’è bisogno di chiarezza

Riportiamo il comunicato stampa a firma del Presidente della Nuova Cosenza calcio, Eugenio Guarascio, e la successiva risposta del nostro direttore Piero Bria.

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Il presidente della Nuova Cosenza calcio, Eugenio Guarascio

Questo il comunicato stampa diramato nella serata di ieri dalla società Nuova Cosenza calcio a firma del Presidente Guarascio.
“Alcuni organi di stampa hanno inteso equivocare e strumentalizzare il precedente comunicato, che era semplicemente un doveroso segnale di affetto e di ringraziamenti verso tutte le componenti della società all’indomani dell’ultima partita casalinga della stagione. Forzando e travisando il senso del comunicato, hanno voluto attribuirgli addirittura un significato di resa e di commiato della mia persona e della compagine societaria. Non è certo mia intenzione abbandonare il campo, credo fortemente nel progetto intrapreso appena dieci mesi fa, a condizione che si porti avanti un nuovo modo di fare calcio. Gli eventi di questi giorni che hanno investito il mondo del calcio hanno dimostrato che avevamo visto giusto e con largo anticipo. Sui seguenti punti siamo intransigenti:
NO al mondo delle scommesse illecite ed a quanti in un modo o nell’altro vi siano collegati. 
NO alle strane commistioni con la tifoseria organizzata, sì al rispetto dei ruoli tra società e tifosi.
NO alle combine ed alle partite anomale, sì al calcio pulito. NO a bilanci opachi e a metodi di pagamento illegittimi e non tracciabili, sì al calcio come azienda sana.
NO a conflitti di interesse di quanti gravitano nel Cosenza Calcio, sì ad un’organizzazione lineare e ad un settore giovanile che sia una risorsa per il futuro del club e non un’opportunità di profitto per pochi.
NO ad un modello che prediliga i calciatori di passaggio, sì ad un modello che valorizzi anche e soprattutto i giovani espressione del territorio.
L’allenatore Napoli ha dimostrato di essere sensibile a tali principi: da qui nasce il particolare ringraziamento nei suoi confronti.
Per quanto riguarda il rapporto con Stefano Fiore, preciso che nell’ultima riunione del 23 maggio u.s., presente il sindaco Mario Occhiuto, Fiore ha declinato l’invito ad entrare personalmente nella compagine societaria, ma ha assicurato di avere dei soci di riferimento, pronti a subentrare nella società. Attendo quindi di conoscerne i nomi al più presto, al fine di poter condividere i principi irrinunciabili elencati sopra e ad intraprendere nelle forme societarie e nella tempistica opportuna un percorso comune. Per rispetto e chiarezza dei ruoli, d’ora innanzi sarebbe, altresì, opportuno uscire dalla logica delle aree e dei gruppi, in modo tale che le singole individualità siano riconoscibili e sia così chiara l’attribuzione di eventuali meriti e responsabilità.
Eugenio Guarascio (Presidente Nuova Cosenza calcio)

Ci dispiace aver importunato il presidente della Nuova Cosenza Calcio, Eugenio Guarascio costringendolo a scrivere per ben due volte nel giro di 24 ore (mentre in un’annata intera i comunicati si contano sulla punta delle dita). Ancor di più aver toccato la sua sensibilità.
Il problema è che noi facciamo i giornalisti, mentre il patron è uomo d’azienda. Forse per questo, noi, limitandoci a fare i giornalisti, quando scriviamo ci sforziamo di farci capire da tutti e quando leggiamo cerchiamo di capire.
Il primo comunicato stampa scritto dal presidente di proprio pugno, tutto era tranne che “un doveroso segnale di affetto e di ringraziamenti”. Altrimenti non si capirebbero le condizioni di cui è infarcito.
Ai più (quelli che ci hanno chiamato e con i quali abbiamo avuto il piacere di ragionarci sopra) è parso un messaggio indirizzato a “qualcuno”. Il presidente dovrà ammettere che la forma e il tono di un ringraziamento affettuoso sono molto diversi da quelli che ha usato lui.
E qui sta il punto. Noi, ricevuto questo messaggio, ci siamo prodigati per trasmetterlo ai nostri lettori. E siccome lo ritenevamo tutt’altro che chiaro, lo abbiamo fatto insieme alla nostra interpretazione.
Guarascio voleva dire altre cose? Ne prendiamo atto. Tuttavia, quando usa la forma del comunicato stampa, il presidente non dovrebbe adoperare il linguaggio di chi “scrive a nuora perché suocera intenda”, altrimenti c’è il rischio di imbattersi in testate che non amano essere strumentalizzate e che, provando a svolgere il loro ruolo, forniscano del messaggio una versione che non rispecchia l’interpretazione autentica (che, per essere tale, deve essere fornita direttamente dall’autore…). Abbiamo sbagliato nella interpretazione? Può anche darsi, visto che siamo uomini anche noi.
Fin qui la forma. Riguardo al tono, e quindi al significato del suo comunicato stampa, non siamo legati ad interpretare nulla e, semmai, abbiamo il compito di inserire questo tassello nel più grande mosaico costituito dal calcio a Cosenza.
Abbiamo troppa stima del presidente per ritenere che abbia scritto un comunicato stampa (ripetiamo, ne sono stati prodotti pochissimi durante tutta la stagione) riempiendolo di frasi fatte. I riferimenti di cui ha riempito il foglio, evidentemente, gli stanno a cuore. E noi, che abbiamo il compito di riportare e interpretare ciò che accade intorno al calcio cosentino, siamo tenuti a capire perché ha inviato quel comunicato ora, perché ha scelto quel riferimento e perché ne ha escluso altri.
Perché dice no alle scommesse? Chi, come e quando voleva che la società entrasse in questo mondo?
Perché dice no alle “strane commistioni con la tifoseria”? Chi, come e quali rapporti ha provato ad introdurre nella società?
Perché dice no alle combine e alle partite anomale? Il Nuovo Cosenza ha avuto di questi problemi? Se si, ci auguriamo siano stati denunciati alle autorità sportive.
Perché dice no ai conflitti di interesse? Chi, come e quali conflitti ha in essere?
Come vede, presidente Guarascio, leggendo la sua lettera tutto nasce spontaneo fuorché pensare che si tratti di auguri. In quanto all’affettuosità, poi…
La prossima volta, sia meno criptico. Quanto meno eliminerà alla radice la possibilità di essere frainteso.
Al posto suo, forse per deformazione professionale, noi saremmo stati più chiari.
Perciò, ritenendo che le sue accuse verso “alcuni organi di stampa” siano in realtà riferite a Cosenza Channel (perché non citarci? il suo è un vizio…). Pensiamo, quindi, di dover rispondere.
Come ho provato a spiegare, noi non abbiamo strumentalizzato nulla. Semmai non ci piace essere strumentalizzati. Perciò, la prossima volta che deve scrivere qualcosa a qualcuno, non scriva un comunicato stampa. Butti giù una lettera e la spedisca alla persona interessata, con tanto di nome e indirizzo sulla busta.
Se proprio non riesce ad evitare i giornali, sappia che i giornalisti amano far domande per capire:
Il presidente scrive: “…credo fortemente nel progetto intrapreso appena dieci mesi fa, a condizione che si porti avanti un nuovo modo di fare calcio”. Però, da che mondo è mondo, quando si crede in un progetto si investe e soprattutto vuol dire che c’è un programma. Perché, a distanza di dieci mesi, questo programma non è stato ancora svelato?
E poi perché, tra le condizioni irrinunciabili si parla anche di un “nuovo modo di fare calcio”. Alla faccia degli auguri affettuosi… viene da chiedersi: cosa è stato fatto in questi dieci mesi?
E ancora. Nel comunicato il presidente dice che la società è contro “i conflitti di interesse di quanti gravitano nel Cosenza Calcio, sì ad un’organizzazione lineare e ad un settore giovanile che sia una risorsa per il futuro del club e non un’opportunità di profitto per pochi”.
Il tono del presidente Guarascio sembra quello di un politico della prima repubblica. È sicuro di essere il presidente della società? Quale ruolo recita, lui e gli altri soci, in questa avventura? Sono i proprietari del Cosenza? Se si, perché non tagliano quelli che ritengono “rami secchi”?
Ma a noi non piace parlare cifrato, e diciamo – magari sbagliando – che leggiamo in queste affermazioni un chiaro riferimento a Stefano Fiore. E allora chiediamo: Fiore è un problema? Perché Guarascio e i suoi soci non hanno preso una decisione impopolare (non siamo noi a dirlo, ma la città in toto) che, stando al tono del comunicato, avrebbe risolto all’origine ogni diatriba intercorsa tra società e area tecnica?
Infine, Guarascio scrive: “per rispetto e chiarezza dei ruoli, d’ora innanzi sarebbe, altresì, opportuno uscire dalla logica delle aree e dei gruppi, in modo tale che le singole individualità siano riconoscibili e sia così chiara l’attribuzione di eventuali meriti e responsabilità”.
L’impressione è che Guarascio parli con se stesso. Perché è stato per primo lui a non rispettare i ruoli (vedi la vicenda Napoli). Non solo. Forse è il caso che Guarascio eviti di far emergere quelli che sono i meriti o i demeriti “individuali”. Perché, stipendi arretrati a parte, i meriti di questa dirigenza sono difficilmente individuabili.
In chiusura, visto che abbiamo costretto il presidente a scrivere due volte per rispondere ad un nostro articolo, sarebbe opportuno che concluda la vicenda scrivendo un terzo (e speriamo ultimo) comunicato stampa, se non altro per rendere partecipe la tifoseria su quello che (non) si è fatto e su quello che si farà. Sempre se si vorrà, un domani, ottenere quel rispetto dei ruoli che la stessa società chiede.
Riguardo a quest’ultimo comunicato stampa ci permettiamo di dare un consiglio al presidente: sia chiaro e non lasci agli altri il compito di interpretare il suo pensiero. Altrimenti sarà recidivo.
Piero Bria (Direttore Cosenza Channel)

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