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Cosenza, la palla passa alla dirigenza

Cosenza, la palla passa alla dirigenza

Dopo la vittoria dei Play-Off Stefano Fiore aspetta che il club convochi un’assemblea dei soci e chiuda la stagione. Poi potrebbero entrare in scena gli imprenditori vicini all’ex azzurro. Per la Lega Pro servono 600mila euro.

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Stefano Fiore lanciato in aria a fine partita dai suoi calciatori (foto mannarino)

Quando Stefano Fiore è sceso in campo, al termine della finale Play-Off, i suoi calciatori lo hanno osannato e portato in trionfo. Quasi fosse stato lui a segnare il gol del 3-2 e non Varriale. Lo hanno aspettato, cercato ed abbracciato. Le lacrime di un anno fa sono ormai roba passata. Gli occhi gonfi sono sempre quelli, ma il motivo del trasporto è certamente diverso. Il Cosenza ha l’occasione di tornare in Lega Pro dopo la vittoria dei playoff, ma non sarà facile. Il cammino che aspetta la società si annuncia lungo e pieno di difficoltà. L’applauso che i tifosi hanno tributato all’ex calciatore della Nazionale, ieri pomeriggio, è la conferma di quanto già si sapeva: è attorno al suo entourage che la gente vuole costruire un futuro diverso. I presupposti ci sono, tanto che un lavoro è già iniziato (i commercialisti delle rispettive parti si sono incontrati e lo faranno anche nei prossimi giorni). Ma toccherà all’attuale proprietà completare una serie di passaggi. Fiore e Leonetti hanno detto che non sono disponibili a svestire i panni dei responsabili dell’area tecnica per indossare quelli di dirigenti. Eppure non hanno mai nascosto di essere pronti a trovare imprenditori disposti ad investire concretamente nel Cosenza calcio. La cosa è stata ripetuta davanti al sindaco Occhiuto. Al primo cittadino è stato chiarito, alla presenza di Guarascio e Quaglio, che ogni eventuale trattativa partirà solo quando la dirigenza attuale ottempererà ai propri obblighi. E’ impensabile che il direttore sportivo possa restare al suo posto senza una larga maggioranza societaria. Non solo, quest’ultima, dovrà essere pronta a sposare una programmazione che poggi le proprie basi sul settore giovanile e che abbracci almeno quattro stagioni prima di raccoglierne i frutti. Cosa dovrà accadere tecnicamente? Innanzitutto un’assemblea dei soci che ripiani le perdite e dia alla società un aspetto appetibile al cospetto di possibili acquisrenti. Guarascio ha chiesto allo spogliatoio di dilazionare i pagamenti dei diritti di immagine (voci di corridoio parlano del gruppo di calciatori molto contrariato). Alla fine è probabile che l’accordo si trovi con data massima il 31 agosto. Ma la faccenda è molto delicata. Per ambire alla Lega Pro, inoltre, servono due versamenti: il primo per il ripescaggio a fondo perduto e il secondo a garanzia sotto forma di fedejussione. Il totale ammonterebbe a 600mila euro. Per vantare tale somma in cassa, pertanto, occorrerebbe provvedere ad un secondo aumento di capitale. Qualora ci sia l’ingresso di nuovi imprenditori andrebbe poi sottoscritto da chi andrà ad affrontare il nuovo campionato (stagione 2012/2013 per intenderci). Non vanno persi di vista nemmeno i controlli minuziosi degli ispettori della Lega Pro (anziché di trimestri, si parla di bimestri). Saltare anche solo un mese di stipendio comporterebbe pesanti penalizzazioni. Ma torniamo all’attualità. Fiore ha spesso sottolineato che la convivenza con alcuni dirigenti attuali non sarà più possibile (il riferimento è all’amministratore delegato Quaglio) e che pertanto, prima di invitare qualcuno a sostenere il suo progetto, toccherà al club determinarsi. E’ questa la settimana decisiva per decifrare, quantomeno, il futuro del calcio cosentino. Salvo ostruzionismi del caso. (Luigi Brasi)

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