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Cosenza, la “fase-due” solo quando Guarascio acquisirà le quote

Cosenza, la “fase-due” solo quando Guarascio acquisirà le quote

Il “gruppo-Fiore” non esiste per come lo si vorrebbe far intendere, ma sarebbe un pool di imprenditori che, dopo aver acquisito un pacchetto di larga maggioranza, affiderebbe a Stefano al suo staff il compito di dar vita ad un progetto pluriennale così come è stato già esposto.

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I supporter del Cosenza aspettano buone notizie per il futuro del club (foto mannarino)

“Non ho mai detto di avere un gruppo di imprenditori pronti a rilevare il club. Ho solo dichiarato che se la situazione dovesse precipitare, mi sforzerò come ho sempre fatto per provare ad avvicinare al Cosenza persone che hanno il rossoblù nel cuore. Io sono abituato a stare al mio posto ed il presidente ha detto che non ha voglia di mollare”. E’ dalle parole di Stefano Fiore che deve scaturire la rinascita sportiva della città. In platea l’altro giorno, forse, c’era chi aspettava che il sipario si alzasse e che l’ex azzurro si battesse il petto dicendo: “Ora basta, via tutti, acquisto io il Cosenza”. Il punto, dunque, è: si vuole Fiore per le sue capacità e per l’integrità morale che lo anima o si vogliono i suoi soldi? Meglio parlarsi chiaro sin da subito perché nel caso si trattasse del secondo punto, difficilmente l’egoismo di alcuni sarebbe soddisfatto. Il famoso “gruppo-Fiore” non esiste, o almeno non esiste come strumentalmente si vorrebbe far credere per incrementare le aspettative intorno a lui. Stefano non ha intenzione per adesso di diventare socio di alcuna società di calcio, ha intenzione di continuare a fare il direttore sportivo, ma non esiterebbe un attimo a metterci la faccia (come già avvenuto in passato) per cooptare nuove figure dirigenziali che sposino il suo progetto pluriennale. Pertanto, sarebbe lecito parlare di “gruppo-Fiore” soltanto riferendosi ad un gruppo di larga maggioranza societaria che affidi un incarico a lunga gittata all’ex numero dieci senza interferire in alcun modo nelle decisioni tecniche che prenderebbe. E’ probabile che abbia già avviato dei contatti e che abbia ricevuto una disponibilità di massima: le indiscrezioni raccolte dopo il confronto pubblico inducono ad un cauto ottimismo. Prima però di poter raccontare di un eventuale trattativa per il cambio di proprietà, sono necessari alcuni passaggi tecnici di non poco conto. Guarascio, nei fatti, ha operato finanziariamente, e si appresta a farlo ancora, come se detenesse circa il 90% delle quote. Nella realtà, però, ne possiede solo 30.77%. C’è da chiedersi perché mai, consapevole da mesi di doversi caricare quasi l’intera stagione sulle spalle, non abbia convocato prima l’assemblea straordinaria per la sottoscrizione di un aumento di capitale, indispensabile per chiudere con i conti in regola. I soci contrari a versare nuova linfa nelle casse di Viale Magna Grecia, proporzionalmente e gradualmente avrebbero visto ridursi il pacchetto in loro possesso. Sarà questo ciò che avverrà martedì? Guarascio giovedì lo ha lasciato intendere e solo una volta che avrà messo a posto le cose con gli altri compagni di viaggio iniziali, si potrà dare il via alla fase-due. Guarascio nell’ultimo incontro a Palazzo dei Bruzi, al quale hanno partecipato pure Fiore e Leonetti, non ha fatto mistero di voler continuare l’avventura in rossoblù anche senza occupare la carica più importante. Di questo aspetto ne discuterà il futuro Consiglio d’amministrazione, ma non rappresenterà un problema. Il patron ha sottolineato che da solo non potrà andare avanti, pensare che ci provi col 90% in mano è fantacalcio. Solo in questo momento, quindi, Fiore potrebbe spendersi in prima persona per avvicinare al club “persone che hanno il rossoblù nel cuore” e che creino i presupposti per una transazione del pacchetto di maggioranza assoluta. (Francesco Palermo)

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